SANREMO 2007: 6 domande a PATRIZIO BAU'

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PATRIZIO BAU'
 
CANTERA'
 
PECCATI DI GOLA
 
(P.BAU'/M.BERNACCHIA) 
 
1 ) In poche battute, raccontati ai lettori di Festival.
Mi chiamo Patrizio Baù, sono musicista, chitarrista e cantante. Ho una formazione classica di base e una grande passione anche per il mondo della canzone. Sono cresciuto artisticamente facendo concerti con la mia chitarra classica,  scrivendo e trascrivendo partiture per diversi progetti musicali, insegnando nelle scuole e negli istituti musicali ed infine frequentando il CET, la scuola fondata da Mogol. Il disco che uscirà  subito dopo la mia apparizione sanremese si intitola “Arcobaleni di Panna” . Si tratta di un album molto sfizioso, solare e divertente che da un lato rispecchia la leggerezza che fa parte del mio carattere e dall’altro esprime la voglia di restituire al pubblico frammenti di vita che appartengono e testimoniano la forza comunicativa della cultura popolare. Molto significativo in questo senso è anche il lavoro del mio autore di testi Maurizio Bernacchia con il quale c’è un sodalizio artistico ormai felicemente consolidato e speriamo proficuo.

2) Cosa significa per te il traguardo Sanremo?
Per me è una grande opportunità, data la visibilità di questa manifestazione, di cominciare a promuovere a livello nazionale un’ interessante progetto discografico su cui ho lavorato per anni. In questo senso oltre ad essere un traguardo è, ora più che mai, un punto di partenza.

3) Frequentare il Cet e lavorare al fianco di Mogol cosa ti ha insegnato?
Mi ha fatto capire che la canzone non può essere considerata come un elettrodomestico! Non possiamo dire che funziona o non funziona altrimenti la consideriamo in rapporto ad un risultato. In realtà o sei vero o sei finto! Dunque quando si scrive una canzone lo si deve fare con l’intenzione e l’apertura verso un risultato artistico autentico, assolutamente liberi da qualunque idea preconfezionata di prodotto commerciale che inevitabilmente porta ad essere manierati, a fare la copia della copia di qualcun altro. Cercare la propria verità e la propria originalità è in fondo la cosa più difficile perché richiede molto lavoro e molto tempo mentre sappiamo che è più facile  identificarsi nei modelli pre esistenti imitandoli.


4) Di cosa parla la tua canzone Sanremese?
Se è bello e piacevole gustare un buon budino con sopra la panna o mordere una mela croccante allora per analogia tutta la vita e in particolare i rapporti d’amore devono essere assaporati e vissuti con  intenso piacere e con il gusto del divertimento.

5) Quali sono i tuoi punti di riferimento musicali?
In ambito classico Mozart, Schumann e tutto il repertorio del grande chitarrista Andres Segovia, nel Jazz Bill Evans e Pat Metheny e nel rock in senso ampio i Blur , Beck e Peter Gabriel… Tra gli italiani prediligo su tutti Lucio Battisti ma penso di avere ancora molto da scoprire su due artisti interessantissimi per la loro specificità e per la loro appartenenza ad altri mondi: Franco Battiato e Angelo Branduardi.

6) Se dovessi vincere la Categoria giovani, a chi dedicheresti la vittoria?
Sicuramente a tutti quegli allievi di chitarra e di musica, a cui ho avuto modo di fare lezione in tutti questi anni, dai quali in realtà sono io ad avere imparato alcune regole fondamentali che mi hanno permesso di scrivere sempre meglio  le canzoni che oggi spero finalmente di far arrivare al grande pubblico.

 
 
UN GRAZIE DI CUORE A PATRIZIO BAU' E A DANIELA GIMMELLI
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