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8 MARZO con un' orchestra di sole donne.

Giovedì 8 Marzo 2007, 08:11 in Curiosità, Dal Vivo: concerti e tournèe di
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Debutta, questa sera  giovedì 8 marzo, alle 21,30
al Teatro Mascagni di Chiusi - Siena
 
LA LADIES ITALIAN CHAMBERS ORCHESTRA
Diretta dal Maestro Francesco TRAVERSI
 
In
 
L’ANIMA DELLE DONNE
Regia di Manfredi Rutelli
Voce recitante GIANNI POLIZIANI

 
TRENTA GIOVANI STRUMENTISTE PROVENIENTI  DA TUTTO IL CENTRO ITALIA,
CHE HANNO SCELTO CHIUSI COME “CASA ADOTTIVA” PER LE PROVE E PER IL DEBUTTO.
 
Domani sera  giovedì 8 marzo 2007 alle 21,30 al Teatro Pietro Mascagni di Chiusi, Siena, rivedranno la luce pagine inedite di Compositrici del passato ed anche contemporanee, riscoperte attraverso la bravura e la sensibilità della LADIES ITALIAN CHAMBER ORCHESTRA (L.I.C.O.) che debutta proprio nella città in cui è nata, diretta dal suo ideatore, il Maestro Francesco Traversi, per la regia di Manfredi Rutelli, con voce recitante Gianni Poliziani. Formata da trenta giovani strumentiste avviate alla carriera professionale, provenienti  dal centro Italia, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio e Toscana, la L.I.C.O. è una delle sole cinque orchestre tutte al femminile nell’intero panorama italiano. Il debutto, patrocinato dall’Associazione Culturale Mente Contemporanea in collaborazione con il Festival “Orizzonti” di Chiusi, dell’Istituzione Teatro Mascagni, avviene proprio in occasione della Festa Mondiale della Donna, e con un programma molto originale. Accanto a capolavori di Wolfgang Amadeus Mozart con Eine kleine Nachtmusik (1787) e Beethoven  con l’Ouverture to Coriolano, op. 62 (1807) che in qualche modo possono essere ricondotti alla figura della Donna ed al numero 7 (altro leit motiv della programmazione), sarà possibile ascoltare pagine inedite di Francesca Caccini (1587-1640), figlia del più celebre Giulio, Anna Amalia, Principessa di Prussia (1723-1787)  che ebbe modo di ascoltare il giovane Mozart, Fanny Mendelssohn Hensel (1805-1847), sorella di quel Felix il cui Concerto per Violino in mi minore del 1844 è rimasto insuperato per intensità ed espressione, Clara Wieck Schumann (1819-1896),  pianista mirabile e moglie del celebre compositore tedesco Robert Schumann, e poi ancora Alma Mahler, Thea Musgrave, Germaine Tailleferre.
 
Pagine di musica intensa, profumata, femminea ma anche densa di valore e ben fatta, cesellata da un’attenta ricerca  filologica e revisione critica del M° Francesco Traversi, che racconta un episodio poco conosciuto sulla sorella di Mozart, “che Mozart avesse una sorella è un fatto noto solo a quei pochi che hanno studiato a fondo la vita del Maestro, e che sanno quindi che nell’infanzia egli si esibiva sempre in coppia con la sorella. D’un tratto di quella fanciulla, minata nel fisico ma non nel carattere, scompare qualsiasi notizia dagli annali e anche dalle biografie più accurate di Mozart. Solo qualche studioso le riserva di tanto in tanto una nota distratta. Chissà perché? Che cosa accadde a quel prodigioso talento nato in un corpo di donna? Della sorella di Mozart si sa che divenne un'eccellente pianista e un'insegnante di musica molto apprezzata. Wolfgang stesso aveva un'alta opinione del suo talento e della sua competenza, tanto che sovente le sottoponeva alcune proprie partiture per averne un parere.
Compose inoltre alcuni pezzi per pianoforte a quattro mani, e per due pianoforti, espressamente per suonarli in coppia con lei nelle estenuanti tourné alle quali venivano sottoposti i due prodigi dal severo padre, Leopold Mozart.
Wolfgang le fece anche omaggio di un brano musicale, nel giorno del suo onomastico del 1776: il Divertimento in Re Maggiore per Oboe, Corni ed Archi KV 251, "Nannerl Septett". E non solo: la incoraggiò a comporre musica. In una lettera del 7 luglio 1770, le scrisse:
"Sono stupefatto! Non sapevo fossi in grado di comporre in modo così grazioso. In una parola, il tuo Lied è bello. Ti prego, cerca di fare più spesso queste cose."
Evidentemente però Nannerl non seguì o non poté seguire il consiglio del fratello, e se anche lo seguì, della sua musica non è rimasta traccia. Anche quello unico suo Lied si è perso chissà dove. Forse la Vedova Mozart, scambiandolo per un’opera del marito, vendette lo spartito per pochi fiorini a qualche signorotto o a qualche editore senza scrupoli”.
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