RADAR: INTERVISTA ESCLUSIVA AI DUE IDEATORI MASSIMO COTTO E FRANCO ZANETTI CHE CI RACCONTANO TUTTI I COME E PERCHE' DELLA LORO NUOVA INIZIATIVA DI TALENT SCOUTING

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Pochi giorni fa Vi ho parlato di RADAR. Interessante e nuova iniziativa musicale ideata da Massimo Cotto e Franco Zanetti : due  giornalisti attenti e curiosi che negli ultimi due anni - come presidente e vicepresidente della commissione artistica di SanremoLab - di talenti ne hanno saputi individuare e valorizzare. Basti  pensare a chi ha vinto le ultime edizioni: Arisa e Simona Molinari quest'anno; Noemi (a lungo fra i favoriti di X Factor ), Ariel (protagonista della colonna sonora di Camp Rock e con un nuovo importante progetto alle porte sia come attrice sia  come cantante) e Valeria Vaglio (più di cento concerti in dodici mesi e un tour con Paolo Vallesi) l'anno scorso.

Da Aprile   gireranno l'Italia cercando un'altra Arisa. Altri cantanti, altre band, altri autori che abbiano idee originali, che scrivano canzoni vincenti, che sappiano farsi notare nel panorama asfittico della canzone italiana. Tra i loro partner Video Italia e Radio Italia

Per saperne di più abbiamo contattato Massimo Cotto e Franco Zanetti per farci dare direttamente da loro i dettagli di RADAR . Ecco cosa ci hanno raccontato i  due giornalisti che ringraziamo per la loro disponibilità e cortesia.

 

1)Come definireste la vostra iniziativa Radar : talent scouting selvaggio,
un casting senza la fila, se la montagna non va a Maometto o l'antipasto di un nuovo talent televisivo ?

Un ritorno al passato che  tiene conto del futuro. Non ci sentiamo né montagna né Maometto, ma ci piaceva l'idea di non costringere nessuno a iscriversi a un concorso, a una selezione, a un casting, e magari anche pagando. Ci piace vedere cosa sanno fare i ragazzi nel loro ambiente, non nel chiuso di una saletta per provini. "To scout", la parola inglese, deriva da un termine medievale anglofrancese, "escouter", che significava "ascoltare". Ecco: andremo in giro con le orecchie aperte per cercare delle belle canzoni, sperando di trovarle.

2) Da cosa scaturisce l'idea e quanto la vostra esperienza a Sanremolab ha influenzato la nascita di Radar?

Franco Zanetti: L'idea scaturisce essenzialmente dalla constatazione che nessuno fa più scouting "come una volta", e questo, secondo me, è uno dei mali della scena musicale odierna. La mia esperienza a Sanremolab è stata influente, sì,  ma non in maniera determinante: sono già parecchi anni che vado in giro ad ascoltare la musica che si fa nei luoghi dove nasce la musica nuova. Poi, l'esperienza di due anni di Sanremolab mi ha fatto scoprire in Massimo uno spirito affine: nel senso che litighiamo ferocemente ogni giorno, ma sempre con lo scopo di aiutarci vicendevolmente a non sbagliare. A me, infine, piace molto mettere la mia esperienza al servizio dei ragazzi: lo faccio magari con severità, ma sempre con sincerità.


Massimo Cotto: Lavorare a Sanremolab ha confermato un mio vecchio assioma:
il talento conta ma è la fatica che canta. Bisogna capire che solo con l'applicazione, il metodo e lo scambio di idee nascono piccole scintille che, se hai fortuna, domani saranno fuoco. I ragazzi dell'accademia avevano ottimi spunti ma nessuna finalizzazione; se l'hanno trovata è grazie a un gruppo di collaboratori che ha messo la propria eseprienza a servizio dei talenti e delle canzoni. a me piace molto lavorare con i ragazzi non ancora corrotti e contaminati dalla voglia di successo a tutti i costi. La fama è una conseguenza, non il fine. Voglio pensare che ci siano almeno 40 ragazzi di talento che non sono ancora riusciti a farsi conoscere e che hanno voglia di tirare fuori quello che è rimasto dentro troppo a lungo. E voglio sperare che ci siano case discografiche di nuovo attente: non come quelle due majors che hanno scartato a priori tutti i nostri finalisti e che oggi dicono: Ah, se avessimo noi Arisa… se avessero avuto un po' di fiducia in noi, l'avrebbero messa sotto contratto prima di Sanremo.

3) Radar prevede alcuni mesi di scouting in giro per l'Italia e poi cosa
accade?

In sintesi: selezioneremo un gruppo abbastanza consistente di candidati, che poi verrà ridotto attraverso una scelta effettuata sia dal pubblico di Videoitalia, sia da noi due con l¹apporto di alcuni amici del cui gusto ci fidiamo, sia infine ­ e questa è una grande novità, crediamo ­ dagli stessi candidati. Nel senso che, a un certo punto, saranno loro stessi a scegliere fra loro i più meritevoli di andare avanti. Diamo loro la responsabilità di valutarsi, dopo essersi confrontati. Il ristretto gruppo di selezionati verrà ospitato in un laboratorio musicale vero e proprio (ci sono già due possibili sedi) nel quale, nel corso di venti giorni/un mese, lavoreranno ai testi, alle musiche, agli arrangiamenti insieme a professionisti della musica ­ e a noi due, che staremo con loro, abiteremo con loro, passeremo le sere con loro a fare musica. Le loro canzoni cambieranno, cresceranno, si perfezioneranno. Poi verranno testate dal vivo: pensiamo a un piccolo "giro" di serate in diverse città italiane, rigorosamente dal vivo, perché sarà quella la prova del nove, il responso del pubblico. Infine, individueremo i più meritevoli di ottenere un'opportunità ­ non necessariamente solo discografica, ma anche manageriale.

4) Radio Italia e Video Italia che ruolo avranno nell'Operazione Radar?

Al di là del supporto tecnico e promozionale, li dobbiamo ringraziare per l'impagabile supporto emotivo. ci hanno appoggiato immediatamente, senza un attimo d'esitazione. Quando si lavora così, si ottengono in genere grandi risultati. tutta la parte di sfoltimento dei finalisti avverrà da loro, ma non senza di loro. Si occupano di musica italiana da tanti anni, sarebbe folle da parte nostra non sfruttare anche la loro esperienza.

5) Questo significa che Cotto e Zanetti non si occuperanno della prossima
edizione di Sanremolab?

Franco Zanetti: A termini del regolamento attuale, io non potrei più far parte della Commissione perché l'ho già fatto per due anni. A me pare una norma autolesionistica, se qualcuno ha lavorato bene; ma i regolamenti non li faccio io. Per quanto ne so, la prossima edizione di Sanremolab è ancora in altissimo mare, a causa della situazione amministrativa del Comune di Sanremo. In ogni modo, le due attività non mi sembrano incompatibili, anzi…
 
Massimo Cotto: Sono due progetti completamente diversi e al tempo stesso complementari: in Radar andiamo noi a casa dei talenti; nell'accademia sono i talenti ad andare a Sanremolab. sono stato contattato prima di Sanremo dal dottor Marziano, per una disponibilità di massima, che io ho volentieri accordato, chiedendo solo un minimo di garanzie. Mi ha chiesto di fare un progetto, che gli ho consegnato due giorni dopo. Da allora non l'ho più sentito, ma so che è molto impegnato. Dovessi abbandonare, lo farei con la certezza matematica che nessuno potrà mai fare meglio di me, di Zanetti e della Commissione: vittoria (la prima nella storia di un concorrente proveniente da Sanremolab), premio della critica, premio sala stampa radio/tv. Il prossimo dovrebbe essere l'anno giusto per la consacrazione. La storia, tuttavia, insegna che sul carro dei vincitori tendono a salire tutti e a volte chi ne fa le spese è il cocchiere. Nessun problema, comunque vada, è stato (per me) un successo.

4) Ormai la discografia attinge soltanto dai programmi televisivi : pensate sia un bene o un male per la qualità della musica e soprattutto, secondo voi, si tratta di  una strada senza ritorno?

E' una strada, se ne è avuta dimostrazione: ma non è l'unica, e non è nemmeno la più sensata. I talent show musicali sono basati sulle esecuzioni, sulle cover: così si perde il valore della scrittura di nuove canzoni.
Proviamo, con "Radar", a dimostrare che si può fare diversamente, e forse anche meglio. ma in nessuna maniera vogliamo dimostrare di essere più bravi di altri. una società sana è quella in cui convivono realtà differenti, dettate e guidate da approcci diversi. non siamo interessati a primeggiare, ma a permettere a un numero più alto possibile di talenti di primeggiare. abbiamo scoperto Noemi, ma se diventerà famosa il merito sarà anche di X factor. Noi gettiamo sassi in uno stagno nella meravigliosa speranza che diventi un lago, piccolo o grande poco importa.

5) Per finire : tracciate l'identikit dell'artista ideale  che vorreste
 intercettare con il vostro "Radar".

Franco Zanetti: Originale, sorprendente, autentico, "diverso"… un'altra Arisa, insomma.

Massimo Cotto: Convinto dei suoi mezzi ma al tempo stesso umile e disponibile al confronto. e con quel pizzico di diversità e genialità che talvolta sconfina nella follia.

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