PREMIO FABRIZIO DE ANDRE’
“Parlare Musica” Ottava Edizione Roma – 18, 19, 20 Giugno 2009
APERTE LE ISCRIZIONI PER L’OTTAVA EDIZIONE DEL PREMIO FABRIZIO DE ANDRÈ “PARLARE MUSICA”
Le tre serate finali di questa edizione si svolgeranno a
Roma, in Piazza Fabrizio De André, dal 18 al 20 giugno prossimi. Il Premio, da sempre voluto e sostenuto dal XV Municipio di Roma,
è organizzato da Monna Lisa srl, con la
direzione artistica del giornalista Massimo Cotto e di Luisa Melis, e la collaborazione di
Dori Ghezzi (nella veste di
Presidente della Giuria),
il PREMIO FABRIZIO DE ANDRÉ verrà presentato dallo stesso Massimo Cotto. In questi giorni è stato lanciato
il bando per l’iscrizione (totalmente gratuita) al Premio nelle tre sezioni “Canzone d’autore”, “Miglior Interprete” e “Premio per la Poesia”: il materiale dovrà pervenire presso la Direzione Artistica del Premio (con raccomandata a.r. o tramite corriere) entro il 5 giugno. Tutte le informazioni si possono trovare sul sito
www.monnalisasrl.it mentre per ulteriori delucidazioni si può scrivere a
info@premiofabriziodeandre.it. Durante i tre giorni saranno molti gli ospiti musicali (e non solo) del Premio, il cui obiettivo è come sempre quello di dare visibilità e dare l’opportunità a nuovi artisti, nell’ambito della musica, di esibirsi su un palcoscenico davanti a un grande pubblico popolare, di fronte ad una giuria di alto livello professionale. Ma non solo. Anche l’opportunità ai nuovi poeti di poter ascoltare, su quel palco, le proprie opere dalla voce di grandi attori e personaggi dello spettacolo. Il Premio aspira alla ricerca della qualità e dell’originalità, doti richieste ai partecipanti di manifestare liberamente nei vari stili musicali esistenti, dal folklore al rap, dalla ballata tradizionale al rock più sfrenato. Come nelle precedenti edizioni, verrà data pari importanza allo spazio dedicato alla poesia, forma espressiva nella quale Fabrizio De André ci ha lasciato segni indimenticabili.
alle 18:23
Laura Tussi
Fabrizio De André, un’ombra inquieta.
Ritratto di un pensatore anarchico – Edizioni Il Margine
Libro di Federico Premi
Recensione di Laura Tussi
Fabrizio De André ha sempre praticato consapevolmente l'esercizio del pensiero e la sua opera politica e musicale rappresenta una sapiente e radicale critica alla concezione borghese dell'esistenza.
L'autore del libro, Federico Premi, avvalora questa ipotesi tramite l'analisi dei manoscritti inediti di De André, disponibili presso il centro studi Fabrizio de André dell'Università di Siena, dove appaiono ricorrenti i riferimenti alla tematica anarchica e alla critica della società borghese. “È tempo di tornare nomadi. Siamo stati sedentari per troppo tempo. Bisogna rimettersi in cammino”. Fabrizio De André continua a ripetere questo concetto nelle sue canzoni e nei moltissimi appunti manoscritti.
La vita infatti è un continuo processo di metamorfosi, di cambiamento, di ricerca nella costante resistenziale e febbrile dell'erranza.
Secondo De Andrè, l'anarchia, oltre che forma di autogoverno alternativa all'attuale sistema di potere, rappresenta il solo antidoto contro l'omologazione sociale e culturale, contro la pianificazione categorica e l'arbitrio imperante. Tra gli aspetti più inquietanti dell'immobilismo della società contemporanea è l'assuefazione universale alla logica capitalista. Il verbo del fondamentalismo capitalista si è imposto ovunque, operando una drastica reductio ad unum, un’inaudita uniformizzazione, pianificazione, normalizzazione del sistema e omologazione culturale. L'umanità dovrà attuare presto un nuovo sistema politico ed economico e una diversa e più virtuosa cultura del confronto e dello scambio, non più fondate esclusivamente sul torvo e bieco valore del profitto e del tornaconto, nella realizzazione di un'utopia sommessa e confessata in versi, all'interno di un discorso cifrato ed elusivo nelle canzoni di De André, che canta una critica serrata al mondo borghese del conformismo allineato. Infatti, borghese è, in ogni tempo, l'invincibile inerzia dello spirito, l'ossessione per l'agio e la stabilità, matrice di ogni idolatria, che costituisce il momento statico immortale dell'esistenza del singolo e della società. La morale borghese è mortifera, in quanto vuole bloccare il divenire, nella pretesa di uniformare, omologare, conformare e rendere tutti gli uomini simili fra loro, equivalenti, intercambiabili, perché il borghese si preoccupa di essere integrato, allineato e leale con il sistema. Un'autentica rivolta esistenziale consiste nel riconoscere il proprio stato di uomini colonizzati e allineati, per liberarsi dagli ingranaggi del sistema e divenire Anime Salve, riappropriandosi di se stessi e della propria vita in modo unico e originale. Il potere persuasivo di ogni sistema, fondato su valori fissi e indiscutibili, provoca paura e disorientamento per ogni diversità e alterità anarchica, opposta all'ingranaggio del quotidiano. Il borghese non sa riconoscere il proprio intimo essere, l' “ombra inquieta” che si muove nelle pieghe dell'anima e della storia.
Il Faber pensatore affronta dunque i temi della borghesia e dell'anarchia come categorie dello spirito, del potere e della costante resistenziale, tra morte, solitudine e natura, tra follia e diversità, per cui l'artista diviene anticorpo del sistema vigente e cantore di bellezza e utopia.
Laura Tussi