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DIALETTI E AUTORI STRANIERI A SANREMO: IL PARERE DI KABALLA', VINCENZO INCENZO, FRANCO ZANETTI E VERONICA MARCHI

Lunedì 16 Novembre 2009, 19:18 in FESTIVAL DI SANREMO 2010, Festival, concorsi e rassegne, Interviste agli artisti, Taccuino del festival di
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Si fa un gran parlare in queste ore delle novità già ufficializzate del nuovo regolamento del Festival di Sanremo, ovvero l'ammissione di canzoni in dialetto e di brani scritti da autori non italiani. Oltre ai pareri ormai noti, favorevoli o contrari, già riportati dal nostro blog , ho chiesto personalmente un parere ad amici addetti ai lavori per avere un più approfondito polso della situazione.

Il cantautore siciliano Pippo Rinaldi in arte Kaballà che oltre ad aver scritto per grandi come Eros Ramazzotti, Antonella Ruggiero, Josh Groban e Mario Venuti ha pubblicato ben 4 album di canzoni di genere world music in dialetto siciliano ha detto: "Non posso che essere contento di questa decisione. Mi auguro però che si punti a migliorare la qualità della musica e non si scada nell'effetto "sagra paesana". "Vedo positivamente anche le canzoni scritte da autori stranieri - ha proseguito - purchè, anche in questo caso, l'innovazione serva ad alzare il livello della manifestazione."

Una altro grande autore italiano, Vincenzo Incenzo , che ha scritto testi indimenticabili per Renato Zero, Michele Zarrillo, Antonello Venditti, Valentina Giovagnini e  tanti altri, sull'argomento si è così espresso: "Credo che iniziative di questo tipo possano solo far bene al Festival; misurarsi con stili compositivi di autori internazionali può voler dire alzare l'asticella della qualità e sdoganare le canzoni da formule ormai logore.
Per quanto riguarda il dialetto non si tratta di verà novità, ci sono dei precedenti, ma "istituzionalizzare" il discorso è segno di attenzione e rispetto per il nostro patrimonio culturale, le nostre radici e le nostre differenze. Il dialetto, a patto che non diventi strumento per legittimare ridicole battaglie politiche, legato alla musica favorirà inevitabilmente lil recupero di altre soluzioni melodiche, armoniche e ritmiche, a tutto vantaggio di una proposta più ricca.
"

 Franco Zanetti , direttore di Rockol, che ho raggiunto telefonicamente ad Assisi, dove si trova per la fase finale dei laboratori RADAR , sull'apertura del nuovo regolamento ai brani scritti da stranieri, ha invece risposto : "Credo che soprattutto serva ad evitare situazioni come quella relativa alla canzone di Karima dello scorso anno."

Il noto sito da lui diretto, infatti, dimostrò con una inchiesta che il brano "Come in ogni ora" era del celebre compositore americano Burt Bacharach. Al Festival e nel mini-CD di Karima "Amare le differenze", la canzone  è firmata Karima Ammar e Mario Menicagli per il testo, Piero Frassi per la musica. La stessa canzone, nella compilation di Sanremo, è invece firmata Steven Sater-Burt Bacharach.

In generale però Zanetti si mostra a sfavore della partecipazione di autori e compositori stranieri in quello che rischia così di non essere più  "il Festival della Canzone italiana". "Mi piacerebbe che FEM (Federazione Editori Musicali) e Siae rifondassero il vero Festival della Canzone con 4 bravi coristi che eseguono 4 o 5 canzoni a testa per stabilire effettivamente quale sia la più bella"

Riguardo l'introduzione dei dialetti, Zanetti dice: "Ci sono in Italia due o tre dialetti che da sempre hanno avuto cittadinanza nella canzone popolare più amata e diffusa e sono, a mio avviso, il napoletano il romanesco e il siciliano. Esiste infatti per questi dialetti, un patrimonio di canzoni, antiche e moderne, che sono comprensibili e che sono entrate a far parte del gusto musicale di tutti."

"Diverso e secondo me sbagliato è accettare ogni dialetto - ha aggiunto Zanetti -  perchè ce ne sono alcuni che sono veramente inaccessibili nella comprensione se non in alcune zone e non so se questo giovi al Festival, ma del resto è anche difficile decidere quante canzoni dialettali e in quale dialetto si possano inserire in una rosa già ristretta di brani in gara. Crede che sarebbe stato meglio pensare un festival specifico solo per le canzoni in dialetto." 

 

Favorevole ai dialetti invece la cantautrice veronese Veronica Marchi , due album all'attivo, vincitrice di premi importantissimi come la Targa Tenco 2005, il Premio Bianca d'Aponte 2005, Premio “Rai demo 2005,il Premio “L’artista che non c’era” 2006, il premio Songwriters 2006, il GIFFONI Music Concept 2007 e il  “Premio Canzone d’Autore” città di Ghedi 2007.   Veronica sostiene: "Italia significa anche e soprattutto dialetto, perciò vedo questa iniziativa come qualcosa di coerente con la naturale identità del nostro paese. Credo sia doveroso portare avanti, di generazione in generazione, la cultura dialettale. Senza paura, 'che il dialetto a volte è più musicale della lingua italiana...!"

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2 commenti
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18 Nov 2009
alle 11:48

Bepi

Scusa Tarisina, ma perchè vogliamo sempre inserire un elemento destabilizzante del quale, molto probabilmente, nessuno ha intenzione rappresentare. ma di quale razzismo parli ? Il fatto che tu non capisca "minimamente" il dialetto siciliano o quello napoletano cosa vuoi che significhi ? Esistono moltissimi stranieri che vivono in italia, super professionisti, che pure parlicchiano e capiscono il siciliano o il napoletano. Allora ? Ciò ovviamente non significa denigrare il bresciano o il ternano o il molisano. Bisogna riconoscere che vi sono dialetti che sono entrati nella cultura musicale italiana e che hanno fatto storia.....Vuoi mettere ? E poi non mi pare che Zanetti sia di caltanisetta. Ha fatto una semplice considerazione e tu subito.....parli di razzismo. Non mi pare carino poi citare Zanetti, con l'appellativo di "quello"......Vecchie e banali considerazioni.....il tuo dialetto come tutti gli altri dialetti italiani meritano assoluto rispetto ma non per questo non si possano fare determinate considerazioni di opportunità.....E poi io Zanetti neanche lo conosco !!!

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16 Nov 2009
alle 23:36

Tarisina

ma cosa intende quello con "zone ristrette"??? 

come se io che sono di brescia possa riuscire anche solo minimamente a capire il siciliano e il napoletano.. ma per favore! non facciamo i razzisti: ogni lingua ha la sua dignità. la mia la parlano 4 o 5 milioni di persone.. non è certo poco in confronto al siciliano,a l romanesco e al napoletano. tutte le lingue sono belle e meritano rappresentanza. il resto e mero razzismo. 

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