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PREMIO LUNEZIA 2010: INTERVISTA A CARLO AVARELLO NUOVO DIRETTORE ARTISTICO DELLA MANIFESTAZIONE. SCADONO DOMANI LE ISCRIZIONI ALLA SEZ. NUOVE PROPOSTE

Lunedì 14 Giugno 2010, 13:55 in CONSIGLIATO DA FESTIVAL, Canzone italiana, Festival, concorsi e rassegne, Interviste agli artisti, Protagonisti di
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INTERVISTA AL NUOVO DIRETTORE ARTISTICO DEL PREMIO LUNEZIA CARLO AVARELLO.

di Alessandra Carnevali

 

Incontriamo Carlo Avarello, musicista, produttore artistico e manager, da quest’anno per la prima volta Direttore Artistico del Premio Lunezia, prestigiosa manifestazione ormai giunta alla quindicesima edizione che si svolge ogni anno a fine Luglio a Marina di Carrara e ad Aulla.

premio-lunezia.jpgQuando ho letto la definizione di Stefano lì per lì mi ha creato un po’ di imbarazzo, ma in fin dei conti  ne sono orgoglioso.  Sono il primo fan del Lunezia perché si tratta di un Premio che in Italia fa veramente la differenza su quello che sono i valori  musicali che oggi tendono un po’ a sparire per via di tutti questi reality e talent show. Non ho nulla in contrario, ma  spesso si tende a seguire  più la moda che i contenuti, basti pensare a quei progetti che vengono realizzati in appena quindici, venti giorni. Questo è l’aspetto più brutto dei reality,  la cosa positiva è che a volte riescono anche a dare spazio a veri talenti. Il  Lunezia, invece, avendo alle spalle una storia e una ricerca, un percorso già calcato dai grandi cantautori,  dà un riferimento ben preciso su quello che si va a premiare e a valorizzare, che è  il valore musical-letterario.

Il Premio Lunezia unisce, come hai più volte dichiarato,  musica colta e  musica leggera, tenendo conto di tutto quello che di qualità c’è in Italia…

Lo scopo è valorizzare i contenuti,  anche quelli cosiddetti di nicchia, che l’Italia ha espresso in questi ultimi trenta/quaranta anni grazie  a De Andrè,  a Fossati, a Capossela, per citarne solo alcuni, ma anche grazie ad artisti  più popolari, come, Vasco Rossi, Ligabue e Claudio Baglioni che apparentemente usano termini semplici, mentre invece effettuano una ricerca della parola sia sul significato che sulla musicalità della stessa.

Quali sono le novità che come Direttore Artistico hai apportato all’edizione 2010 del Premio ?

Ho portato delle novità nella sezione Giovani o Nuove Proposte, che è diretta da Loredana D’Anghera. A volte accadeva che al Lunezia arrivavano  artisti che avevano qualità, ma poi presentavano delle lacune nella realizzazione del master,  in quanto non c’era una produzione vera e propria dietro.  Quest’anno  il vincitore avrà la possibilità di realizzare un master di un singolo che verrà lanciato sul mercato nazionale. Inoltre tra i finalisti verrà assegnato un Premio della Critica che consiste nella realizzazione di un videoclip. Tutto questo rappresenta una buonissima partenza per chi non ha ancora una produzione ben definita.

Molti artisti che oggi sono conosciuti e affermati sono passati per il Lunezia o addirittura hanno vinto questo Premio nelle edizioni passate.

E' vero. Alcuni di loro qualche mese dopo si sono trovati a vincere il concorso Sanremolab, che dà la possibilità di esibirsi all’Ariston. Altri, con un percorso più cantautorale hanno iniziato a fare tour teatrali o a prendere parte a  rassegne e  festival d’autore. Tra quelli che sono approdati al Festival di Sanremo ricordiamo Giua o Jacopo Ratini.

Un’altra cantante Simona Molinari che tu conosci molto bene  ha fatto il percorso inverso, ovvero dopo aver vinto Sanremolab nel 2008 e partecipato al Festival di Sanremo nel 2009 ha vinto il premio Lunezia Nuove Stelle 2009 con il suo album d’esordio “Egocentrica”. Simona Molinari, da te scoperta e  prodotta, è uscita in questi giorni con  un singolo, già ai vertici delle classifiche jazz di ITunes, in cui  duetta con la grande Ornella Vanoni, una collaborazione che ha preso le mosse proprio dal Festival di Sanremo del 2009.

Si c’era già stata tra loro la collaborazione a Sanremo nella serata dei Superbig e da lì è nata una bellissima amicizia,. Ornella appare come un’artista dalla personalità molto forte e dai modi diretti,   ma è una persona bella e sensibile ed ha voluto omaggiare ancora una volta con un duetto scritto da Simona . La canzone è stata presentata ai Wind Music Awards ,  si intitola “Amore a prima vista” ed è esattamente quello che artisticamente è accaduto a Simona e ad Ornella.

Simona Molinari sta riscuotendo un grande successo anche all’estero. Infatti è appena tornata da un importante  tour in Asia, che l’ha portata ad esibirsi a Macao e Hong Kong . La sua musica  rientra nei canoni dal jazz, anche se rivisitato in modo moderno e personalissimo. Pensi che ci sia un genere di  musica italiana più facilmente esportabile di altri?

Sono dell’idea che all’estero sarà sempre una novità il filone in cui noi italiani siamo pionieri, ovvero il crossover tra  musica classica e  musica leggera, quello per intenderci cavalcato da Bocelli, ma  anche da Pavarotti, apprezzato  prima  per il genere classico e poi anche per il crossover. E poi la musica tradizionale  pop leggera che noi rappresentiamo al meglio all’estero attraverso Eros Ramazzotti e Laura Pausini. Per quanto invece riguarda il mondo del  jazz o della  bossa nova, all’estero sono più ferrati, hanno una cultura e  una tradizione popolare  più ricca. Sono convinto  che l’unione tra  la musicalità italiana con i generi più popolari e radicati all’estero, rappresenti una contaminazione e quindi un crossover particolarmente gradito al pubblico. Sarebbe bello che altri artisti,   potessero rappresentare l’Italia oltre confine, tra tutti ad esempio, penso a Sergio Cammariere.

Simona tornerà ad ottobre  in Asia ,il tour toccherà anche il Giappone, andremo a  Tokyo, per poi chiudere le ultime date negli Stati Uniti.

Tu sei figlio d’arte. Tuo padre, Angelo Avarello, è stato il leader di un gruppo di grande successo alla fine degli anni’70. Questa eredità artistica che cosa ha significato per te?

Ho avuto la fortuna di attraversare quel momento in cui mio padre ed il suo gruppo nel '77 con il brano “Piccolo fiore dove vai” conobbero un grande successo, vendendo un milione e mezzo di copie e quindi da giovanissimo ho avuto modo di conoscere  quei meccanismi che ho poi messo  in pratica nel mio lavoro. Ho  vissuto sia  il periodo  euforico, ma anche quello in cui si spengono le luci, che è poi  quello che fa più male all’artista. Ho conosciuto il dolce e l’amaro e come produttore e manager ne ho fatto un bagaglio utile da trasmettere all’artista che deve sapere che fare musica non è solo cantare davanti a diecimila persone, ma è soprattutto ricerca e impegno. La nostra è una passione che diventa lavoro, è un bisogno imprescindibile. Allora è consigliabile mantenere i piedi per terra, senza farsi contagiare dall’entusiasmo di un periodo felice, perché  un anno può andare bene e un anno no, un disco può vendere di più,  un altro di meno. Ci vuole la giusta formazione mentale per affrontare qualsiasi situazione si presenti. Chi fa musica veramente, di solito  non può fare altro, io ad esempio senza la musica mi sentirei a disagio.  La finalità dell'artista non deve essere unicamente farsi vedere in televisione o essere riconosciuti per strada dalla gente, come a volte  succede oggi ad alcuni ragazzi prodigio che vengono dati in pasto al pubblico televisivo e dopo pochi anni finiscono per ritrovarsi in maniera traumatica nel dimenticatoio.

Sei il fondatore di un’etichetta l’Isola degli Artisti. Cosa significa in questo periodo un po’ complicato per la musica, essere un produttore indipendente e come vedi il futuro della musica italiana?

Credo che un futuro ci sarà comunque, ma diventeremo tutti “artigiani della musica”. Negli anni 80 si vedevano ancora dei produttori  che facevano il vero  mestiere di talent scout, senza aspettare l’artista che ti viene a suonare il campanello di casa per portarti un provino. Il talent scout è quello che va nei locali ad ascoltare l’artista esibirsi per vedere se funziona dal vivo oltre che su disco, dove con i mezzi di oggi tutto può essere corretto e artefatto.  Col tempo più caleranno le vendite, più si andrà a cercare l’artista giusto da seguire e portare avanti con convinzione.

A questo punto ringrazio di cuore Carlo Avarello   per aver risposto alle mie domande e gli auguro buon lavoro. Non ci resta che darvi appuntamento alla quindicesima edizione del Premio Lunezia che si terrà il 22 luglio a Marina di Carrara e il 24 e 25 luglio ad Aulla. Il bando per le Nuove Proposte scade il 15 giugno e tutte le informazioni  per iscriversi le potete trovare sul sito ufficiale www.lunezia.it .

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