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SPECIAL THANKS
intervista di Corinna Nicolini ai Negramaro
UBIX (www.ubixweb.com) intervista una grande realtà. Sono la band più importante che abbiamo in Italia, sono uno dei pochi esempi di grande rock nei nostri confini. I Negramaro, salentini doc, esplodono al grande pubblico al Festival di Sanremo 2005 con "Mentre Tutto Scorre" e da allora arrivano successi di vendita e air play straordinari. Dopo quattro mesi in Canada ritornano a casa con "Casa 69", quinto disco capolavoro che Giuliano Sangiorgi, voce e leader della band, racconta ad UBIX attraverso i ringraziamenti e i crediti del booklet.
Nei crediti spicca il nome di "David Bottrill", che ha lavorato con band come Placebo e Muse. Come è nata questa collaborazione?
David lo abbiamo scelto in modo naturale. Avevamo terminato una lunga pre-produzione a Parma che era iniziata con oltre 70 pezzi e si era andata delineando fino alla tracklist attuale. Era ormai chiaro che il nuovo disco fosse ancora più rock e così abbiamo pensato che sarebbe stato bello lavorare con qualcuno che aveva "fatto" i dischi dei nostri artisti preferiti come quelli dei Tool, di Peter Gabriel e dei Placebo. Il progetto è piaciuto fin da subito a David che si è trovato a dire di sì fin da questa fase quasi embroniale.
Avete registrato l'album in Canada ma nei ringraziamenti non leggo "lo sciroppo d'acero". Vi sono mancate le fresine col pomodoro?
Non c'è mancato nulla. Il Canada ci è piaciuto tantissimo ed abbiamo scoperto la cucina locale, con le sue tante carni speziate, anche grazie alla tante cenette che ci preparava la compagna di David nella farm in mezzo ad un bosco in cui vivono. Confesso, però, che proprio davanti ai nostri studi c'era un posto, l'On a Bun, che era una paninoteca gestita da italiani di Marconia. Quando ci hanno riconosciuti, la signora del posto ci ha trattati come una mamma e, a pranzo, eravamo sempre lì a gustare i nostri piatti.
E lavorare con "Bob Ludwing" com'è?
Lavorare con uno del suo calibro al mastering è stato incredibile. Non c'è bisogno di spiegare chi è e avere il suo talento a servizio dell'album è stato davvero prezioso.
Chi è la "Gadeep srl"?
È la società di management nostra in cui ci lavorano i miei due fratelli come studio legale ed anche il fratello di Danilo. Sono straordinari per come ci seguono e ci tutelano.
Tra i ringraziamenti tecnici compare "Paolo Montinaro". È un italo canadese o ve lo siete portati da casa?
No, non è un italo canadese. È il assistente, pugliese, che ci segue da sempre. Era anche con noi a Parma nella fase di pre-produzione.
Che peso ha avuto il lavoro di "Mauro Pagani con gli archi"?
Ha avuto un peso enorme come sempre. Con Mauro ci lega un rispetto artistico unico che rende facile e naturale il suonare insieme. Se avessimo voluto usare un quartetto d'archi, avremmo continuato ad avvalerci dei Solis Quartet, a cui quali siamo molto legati, ma volevamo un'orchestra e affidarne la direzione a Pagani ci è sembrato logico. Il risultato lo sentite da soli.
Leggo "Special thanks to Elisa Toffoli for "Basta Così"". Me lo spieghi meglio?
Il ringraziamento ad Elisa è speciale perché non siamo solo colleghi di etichetta ma molto di più. Io sono il padrino di sua figlia così come lo sono di quella di Federico Zampaglione. Sono due rapporti fortissimi ed è un onore avere questo peso nelle loro vite. Questa collaborazione arriva dopo più di dieci anni in cui io e Elisa ci conosciamo e ci stimiamo senza mai esserci chiesti nulla. Una sera ci siamo visti e abbiamo fatto musica e sono venute fuori "Ti vorrei sollevare" e "Basta così".
Chiudete i ringraziamenti con "Caterina Caselli Sugar e tutto il suo staff". In questi anni di grandi cambiamenti discografici quanto aiuta essere un'artista di un'etichetta forte?
Più che forte... indipendente. È vero che la Sugar ha grandi mezzi ma ragiona e lavora ancora come una indie. La sua discografica, Caterina, è un'artista e per questa ragione ha un profondo rispetto delle identità musicali dei suoi ragazzi. Per esempio è stata la prima a darci man forte quando abbiamo deciso di presentare al Festival di Sanremo "Mentre tutto scorre". Invece di una ballata abbiamo scelto un pezzo rock per mettere in chiaro, in una vetrina così importante, chi eravamo e cosa volevamo. Credo che la nostra fortuna sia partita da questa nostra volontà precisa.
Chi ti auguri di ringraziare in futuro, con chi sogni di collaborare? Puoi anche sognare personaggi del passato...
Sarebbe bello cantare con Tom Yorke ma è anche bello che rimanga un sogno. I Radiohead hanno cambiato la musica negli anni novanta ed io considero il loro leader un genio. Se rimaniamo nell'onrico, poi, mi piacerebbe raggiungere l'isola in cui stanno tutte le celebrità che si credono morte per chiacchierare con Jim Morrison e Jimi Hendrix. Anche con Jeff Buckley parlerei volentieri.
Chi ringrazi per la tua formazione musicale?
Ringrazio il mio primo 45 giri che era "Don't Believe the Hype" dei Pubblic Enemy. In generale io partito ad ascoltare musica grazie alla scena nera rap. Poi mi sono spostato verso i Depeche Mode e i Pink Floyd.
Il grazie più importante?
Lo dico alla mia famiglia e a quelle degli altri Negramaro. Sono stati genitori dalla cultura vastissima che hanno sostenuto la nostra musica non solo coi soldi delle lezioni ma anche e soprattutto con l'amore verso il nostro talento che trovava sempre un posto da cui ripartire. Ci hanno anche insegnato il rispetto per la lettura e per la vita sana che trovo fondamentali.
Artista: Negramaro
Album: Casa 69
Etichetta: Sugar Music
Anno: 2010
Sito ufficiale: www.negramaro.com
LEGGI L'INTERVISTA SUL WEB (http://www.ubixweb.com/ubix/index.php/Special-Thanks/negramaro.html)
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