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"CINEMA MUNDI": in libreria le poesie di Vincenzo Incenzo

Mercoledì 2 Marzo 2011, 11:13 in CONSIGLIATO DA FESTIVAL, Libri, Riceviamo e pubblichiamo di

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E' in libreria "Cinema mundi",  poesie di Vincenzo Incenzo, con la prefazione di Marcello Veneziani, edito da LietoColle.

Piani sequenza sul mondo e sull'anima, per esplorare e implorare la vita.
Così  Vincenzo Incenzo, poeta ed autore di testi musicali, descrive la sua raccolta poetica, nata dall'esigenza di raccontarsi con parole libere dal rapporto abituale con la musica.

Scrive nella prefazione lo scrittore e giornalista Marcello Veneziani:
"la scrittura emozionale di Incenzo, tesa, densa, eccitata, a volte concitata, non necessita di mediazioni, va diritta al cuore e alla mente di chi legge. Coinvolge. [...]
C'è nelle pagine di Incenzo l'ebbrezza di annientarsi, l'orgoglio umano che a differenza di ogni altro vivente, siamo liberi di diventare nulla. Ma poi è da quel nulla che trae orrore la vita, è lì che sorge l'horror vacui perché è costitutivamente incompatibile con l'essere e con la realtà del mondo. [...]
riaffiora, anche nell' itinerario della mente verso il nulla di Incenzo, la persistenza dell'amore, il miracolo della nascita, la dolcezza dei ricordi, la nostalgia di vivere in un altro tempo, la ricerca di una vita ulteriore e l'utopia (o nutopia) di un mondo migliore."



dalla sezione IN CARNE VIVA


ti parlo di un violino sott'acqua,
e di una nuvola appoggiata al paradiso
del mio essere sempre in un non luogo
magari nella tonica dei delfini urlanti
o nell'arteria di una città dannata

ti parlo di un valore assoluto e nascosto
e ho paura che l'inchiostro asciughi
senza averti prima ferito


dalla sezione IN FIORE


in un venire luminoso di pollini
la lusinga scostumata della vita scoscia quindicenni in interludio
cantando in quei capillari aperti al primo desiderio
l'ossimoro di essere in due da soli
due dita umide e frementi
dividono un oceano di papaveri inviolato
divampa scarlatto quel caldo sottocielo
trattenuto alle ginocchia
e quasi fa male la felicità
una goccia di mirtillo si annuncia nell'immacolato
a ricordare da lì in poi
periodica
l'amore


dalla sezione IN OCCIDENTE


non è vero che si muore solo di fame e di miseria
nei ritorni gastrici delle nostre vite antifurto
transennate allo straniero
si annida un'Africa della mente,
un'ecatombe promiscua e costante
una carestia degli occhi a cui ci abbandoniamo tutti

le orecchie non si dissetano
e le anime si spezzano in un pensare corto

ho una sensazione, te la dico
quella di essere, senza saperlo,
al servizio del nemico

dalla sezione IN ORIENTE

in un caffè beduino
all'ombra del mondo
il ballerino nubio
è diastole nel cuore di tre tamburi battenti
gira dispari su se stesso
e disegna col suo vestito traiettorie controintuitive

così è la mia vita, penso,
controintuitiva


dalla sezione IN FINE


invano
ho provato anch'io
a intuire il cognome di Dio

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