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Fabio Fiume ha incontrato Paola Turci in occasione dell' uscita del suo nuovo singolo "Utopia" che sarà disponibile nei migliori digital stores dal 27 di Luglio e che anticipa l'uscita del nuovo album "Le storie degli altri".
FF: Allora Paola, sei in uscita con un nuovo disco; come ci si sente, in che stato d'animo esattamente ti troviamo?
PT: Quando si è in prossimità dell'uscita di un disco le sensazioni che si provano sono molteplici: dall'adrenalina all'emozione, passando per stati di fragilità fortunatamente mescolati a momenti di sereno distacco. Una confusione totale, ma bellissima.
FF: Quanto è cambiato per te nel corso della tua lunghissima carriera il rapporto con l'evento stesso dell'uscita di un disco?
PT: È rimasto esattamente lo stesso casino di prima, quello appena descritto.
FF: In "Le storie degli altri" si rinnova, proprio per il singolo "Utopia", la già riuscita collaborazione con Francesco Bianconi dei Baustelle, che in passato aveva già composto per te "La mangiatrice di uomini". Cosa c'è nella sua scrittura che cattura così tanto l'artista Paola?
PT: Adoro la sua eleganza compositiva finemente coniugata con l'ironia, il dissonante peso tra musica e parole, che rende le canzoni di Francesco "diverse" dagli altri.
FF: Cosa ci puoi anticipare del tuo nuovo album, quali altre collaborazioni contiene?
PT: Nel disco in uscita ho collaborato con i due autori con cui mi è più "facile" scrivere: Marcello Murru (attraversami il cuore) e Alfredo Rizzo (bambini, questa parte di mondo)
FF: Paola, per una come te che ha fatto moltissime cose nella sua carriera, come si tiene viva la fiamma della curiosità?
PT: Vivo amando il mondo che mi circonda e la musica. Questo mi fa girare tutto.
FF: Cosa altro vorresti realizzare che non hai ancora fatto?
PT: Vorrei ancora realizzare un mucchio di cose, ma sono molto concentrata sul presente. Quindi vorrei chiudere questo disco.
FF: Se dovessi indicarmi una cosa bellissima, memorabile, di questi 25 anni in musica, ed una invece che rimuoveresti, cosa ti verrebbe in mente?
PT: Tante cose fantastiche e molte indimenticabili. Memorabile è il momento in cui hai appena scritto una nuova canzone.
Al tempo stesso non rimuoverei nulla, proprio nulla.
FF: Inutile dire che dopo l'uscita del disco sarai ancora e sempre on the road? Qualche idea per i nuovi appuntamenti live?
PT: Il live è sempre stato una costante per me e la band. Il set per questa stagione è elettroacustico, la band è composta da Pierpaolo Ranieri al basso, Fernando Pantini alle chitarre e Fabrizio Fratepietro alla batteria. Poi c'è la mia chitarra e quindi siamo a posto !
FF: Con questo disco ti appresti a chiudere l'annunciata trilogia, iniziata con "Attraversami il cuore" e poi proseguita con "Giorni di rose", di mini album, intesi come un po' più brevi, con meno brani, ma sicuramente completi. Ma questa idea è stata tua? E da cosa è nata?
PT: L'idea dei tre dischi suddivisi è nata perché, dopo la realizzazione di "Dio come ti amo" di Modugno, desideravo fortemente scrivere un disco che fosse d'amore ma senza voler rinunciare alla libertà di realizzare anche i brani che scrivo più facilmente, quelli appunto sulle storie degli altri (rivelatosi peraltro il disco più impegnativo dei tre). Ed è stato allora che mi è venuto in mente di suddividere gli album per argomenti. Parlandone poi con Barbaro, il mio manager amico e pazzo alleato in imprese impossibili, abbiamo cominciato a buttare giù un'idea dopo l'altra. Poi ho cominciato a registrare .
FF: Chiudiamo con il sogno di Paola Turci. Con chi vorresti lavorare ed ancora non è successo?
PT: Io vorrei lavorare con tutti quegli artisti che ascolto dal vivo e mi piacciono molto, anche se con me c'entrano poco. Mi affascina l'idea di "mettere insieme" , nella musica. Mi piace mescolare la mia creatività con quella di un altro cantante. Se peró devo fare un nome per forza allora vorrei mettermi in mezzo, tra P.J.Harvey e Nick Cave. E quel che succede succede.
FF: Grazie Paola
PT: Grazie a te ed a presto.
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