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Star Academy: Analisi di una novità poco nuova
di Fabio Fiume
Si è consumato ieri lo sbarco del nuovo talent sulla tv generalista ( nuovo solo per noi italiani ), ovvero Star Academy ed occupandoci abitualmente di musica non possiamo esimerci dall'analizzarlo, dallo sminuzzarlo per capire esattamente cosa funzioni e cosa no e quanto aiuto effettivo possa dare all'agonizzante mondo della musica.
Iniziamo dai tanti concorrenti:
Ci è sembrato di intravedere qualcosa di buono, ma solo di intravedere, poichè non è accettabile a nostro avviso che questi ragazzi dopo tanti provini e selezioni arrivino su un palco così importante e non abbiano nemmeno la possibilità di cantare la loro canzone, tutta, sacrosanta, su cui essersi preparati e per tale venire giudicati. Invece no, la scelta è per svariati pezzettini, di svariati pezzettini di brani, confusi nel marasma vocale di sovrapposizioni, microfoni che non sono accesi nella loro parte, coperti magari dalla luce dell'ospite di turno, che catalizza inevitabilmente sguardi e attanzione. Chi poteva notare quella Alessandra al fianco di Mengoni? O chi non ha notato un Pezzali paterno rincuorare il povero Mattia entrato fuori tempo sulla sua canzone? Ed ancora chi non ha notato il bravo, il grande, l'immenso, ( come dice Facchinetti ) Antonacci stonare per tutto il tempo e poi sperticarsi nello spiegare che l'artista non è solo tecnica ma è anima? Certo Antonacci, se però ci metti anche vicino un po' d'orecchio non guasterebbe! Troppa confusione insomma.
I giudici ed i giudizi:
Se noi da casa, con un'acustica per lo più perfetta del nostro salone e con l'orecchio di chi ascolta musica dalla mattina alla sera, non ci abbiamo capito un'emerita mazza, come hanno fatto i giudici a capire chi è meglio di chi, in mezzo a tutto il brusio dello studio ( avete mai ascoltato un live show da uno studio ? ) ed i gridolini degli ossessi sotto al palco? E poi tornando a bomba, come si può giudicare un frammento di una canzone già ampiamente tagliata? La Cuccarini immensa nella sua immagine familiare e rassicurante non riesce a dire cose particolarmente interessanti, come invece sa fare la Vanoni, a cui forse viene spento il microfono o tolta la parola ( facendo finta di non sentirla ) probabilmente per paura che venga fuori un nuovo "caso Bianchetti", visto che anche in conferenza stampa la signora della musica italiana si è ricordata di quell'episodio deridendo la conduttrice proprio davanti al direttore di Rai due. Roy Paci è per il momento una figura evanescente, mentre la sagacia di Savino è tenuta troppo a bada ed è un peccato.
I tutor:
Qualche spunto interessante sono in grado di darlo loro, ma non si capisce perchè gli venga data troppo poco la parola. Mietta sembra "cazzuta" ed agguerrita, ingaggiando persino battaglia con la Vanoni, (che la ripagherà immediatamente anche se "amabilmente" coperta da Facchinetti con un: "solo Syria e Ron sono simpatici"), mentre Syria per contraltare fa la simpatica, qual è poi veramente. Ron e Grignani dispensano qualche considerazione ma Grignani sembra un pesce fuor d'acqua.
Facchinetti:
Confermo di trovarlo molto adatto alla conduzione di programmi musicali, anche se stare col microfono "a gelato" lo ha un filo ingessato rispetto ad X factor in cui era padronissimo della scena e delle sue mani. Riesce come sempre a creare il giusto pathos anche attorno agli ospiti, ingigantendo oltremodo la loro importanza, ma tutto sommato ci può stare; in fin dei conti è un padrone di casa e quale padrone di casa non mette a proprio agio gli ospiti?
La Rai:
Oggettivamente non si capisce il perché di questo cambio tra X factor e Star academy; si lamentavano del costo alto del primo format, ma non ci vengano a dire che questo costa meno, che non scendiamo dai monti con la piena. Qui ci sono addirittura un'orchestra da pagare in più, 4 tutor in più ed un giudice come la Vanoni che non crediamo sia venuta lì per due soldi. Sinceramente, con quanto prodotto di buono da X factor ( Il Mengoni sventolato ieri in diretta in testa, ma potremmo dire Noemi, Ferreri, Nathalie, Maiello e qualcun'altro ancora ) non credo sarebbe stato un errore proseguire col format, magari intervendendo semplicemente con qualche miglioria; quella dell'orchestra ad esempio ci pare buona cosa anche se inevitabilmente ci può esser qualche errore in più che cantare su base, ma se fai il cantante....
Il Controsenso:
Qualcuno dovrà spiegarci il perché in un programma come "Ti lascio una canzone" o il similissimo "Io canto" dei bambini, o poco più che bambini, vengono messi a centro palco a cantare canzoni di cui spesso non sono nemmeno in grado di capirne il significato ( passione, amore, sesso...e si potrebbe continuare ore ) per intero ed invece nei talent tra ragazzi che si giocano ingaggi discografici e l'ingresso tra l'olimpo delle stars, per i più bravi e fortunati, a partire da Amici a finire a questa nuova creatura, i suddetti concorrenti debbano cantare pezzettini, o dei tagli da 1 minuto e trenta massimo. E' veramente un controsenso, per giunta umiliante.
Infine Star academy:
Accettabile ma da correggere ed anche in fretta.
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alle 22:33
Nicolò D'Agostino
Non tanto tempo addietro, ho preannunciato telefonicamente alla sede romana dell'Endemol il flop di Star Academy. Questo perché le scelte fatte sono quelle dei soliti raccomandati e di artisti banali e la conduzione è mediocre. La trasmissione non cerca Star ma "personaggi" di cui fare la mattanza mediatica. La conduzione è mediocre, perché Francesco Facchinetti è artisticamente un mediocre. La RAI continua a buttare i soldi dalla finestra, tanto non sono suoi ma sono quelli del mio abbonamento e di quello degli italiani. Le partecipazioni dei big sono spartite nel giurassico mondo della musica leggera italiana che non lascia spazio a nessuno, se non ai loro figli mediocri ( Facchinetti, Battaglia, Canzian, Morandi, Fornaciari, Celentano, Modugno, Villa, Pani, Carrisi, Dorelli,... ). VERGOGNA.