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Beyoncè e la voglia improvvisa di zittire lo stereo. La recensione di Fabio Fiume all'album "4"

Mercoledì 5 Ottobre 2011, 08:14 in Classifiche, Nonsoloitaliani, Protagonisti, Recensioni, Riceviamo e pubblichiamo di

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Beyoncè e la voglia improvvisa di zittire lo stereo

di Fabio Fiume

Quando si capirà che avere una bella voce non significa dover fare un disco in cui urli come un'ossessa dall'inizio alla fine? E' la domanda che rivolgeremmo volentieri ad una cantante straordinaria come Beyoncè, arrivata alla quarta pubblicazione solista, dopo la dipartita dalle Destiny's child, intitolata guarda caso "4", ma che ha un po' la tendenza a trasbordare, a rompere gli argini della sopportazione uditiva ed insieme agli argini, correre il rischio di rompere anche qualcos'altro, di meno fine! Eppure "4" si apre con una ballata soul molto patinata, dal titolo "1+1", che lascia ben predisporre al resto dell'ascolto, sperando che forse la nostra abbia messo un po' da parte l'inseguimento perenne all'ultima nota impossibile da prendere ed invece così non è, quasi come fosse un esercizio ginnico. 

Ascoltando ad esempio "I care", sorpassati i due minuti e mezzo l'unica voglia possibile è quella di riscoprire il silenzio, oltre che a chiederti insistentemente perchè mai si siano sciolte le Destiny's, se poi continui a fare gli stessi dischi? Anche "Rather die young" è un compitino svolto al massimo delle possibilità vocali ma nulla a confronto di "Start over", dove si parte proprio già alti e si sale, sale, fino a scalare l'Everest dell'ugola. Peccato perché quando Beyoncè non cerca di strafare si produce in cose davvero godibilissime come "Love on top", interpretata magistralmente ai recenti Mtv video awards, che ricorda alcune cose anni 80 di Whitney Houston, per spirito scanzonato, o come nel lento un po' più "careyano", "I miss you". E mentre possiamo vederla bellissima (e sufficientemente nuda da fare invidia a Nadia Cassini quando nei varietà italiani vestiva solo di calzamaglia e stelline appuntate a coprire solo li), nel video di "Best thing i never had" , brano carino ma senza troppe pretese, scritto tra l'altro da uno che un tempo era molto ricercato come Babyface, si apprende che il nuovo singolo sarà la trascurabile "Countdown", che è in questo "4" ciò che proprio non noti, né in positivo né in negativo e che è scritta da qualcosa come 9 autori diversi pur non essendo propriamente un brano dei Pink Floyd! Ecco che nella parte finale arriva però il colpo di coda, quella "I was here", scritta per Beyoncè da Diane Warren, autrice specializzata nelle ballads, ( quelle che...provate a ricordarne una, sicuramente l'ha scritta lei!) che profuma molto di Alicia Keys. Questo "4" è un disco su cui Beyoncépoteva riflettere un po' di più, evitando gli episodi più convenzionali e soprattutto ascoltando gente come Dionne Warwick, piuttosto che Whitney o la sua stessa amica Alicia Keys, per capire che l'acuto è un abbellimento di una canzone, un momento "cattura attenzione", che invece va inevitabilmente via se la canzone stessa è un acuto continuo.
Cinque =

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06 Ott 2011
alle 18:00

Thomas81

Beh, questo fa capire la sua poca conoscenza della musica black.

Probabilmente questo è il miglior album di Beyonce, per il fatto anche perche non è commerciale come gli altri (sopratutto del terzo). 

Ci sono dei brani eccellenti. La perla dell'album è proprio Countdown che non vedo bene come singolo (terzo dell'album) ma che è una esplosione. Ritmi distinti tra di loro che creano qualcosa di magico.

Tra gli altri, troviamo dei pezzi altrettanto buoni come Start Over, Love on top (è questa la canzone dove raggiunge l'Everest; note che forse Mariah Carey o Celine Dion potrebbero arrivare a fare e quasi nessun'altra raggiungerebbe, ma non Start Over) e 1+1.

Sono 4 canzoni che non è facile trovare in un album R&B dei tempi di oggi...

Le ballad Best thing I never had e I was here mi sembrano molto buone anche se ad un livello inferiore rispetto alle 4 tracce precedenti. Ma anche qua... Alicia Keys? E' come dire che Giusy Ferreri assomiglia a Noemi... Forse al primo ascolto, un ignorante puo confonderle...Ma son facilmente riconoscibili, le loro voci e i loro generi. 

Non menziona neanche un brano che è stato il lead single dell'album, nonchè primo singolo che è "Run The World". Chi ha osato negli ultimi anni come ha osato Beyonce con questa canzone? Non ci sono singoli da classifica... E' l'album intero che merita.

I miss you è un pezzo "Careyano"? Davvero? Ma per favore... Sull'italiano sto zitto...Non ho le carte in regola per poter parlare, ma credo che le recensioni di artisti Inglesi o Americani di genere "R&B", "Soul", "Fucky", "Hip Hop" non siano il suo forte.

All'album darei un 6 pieno, tendente al 7. un 7-, quindi un risultato buono direi, a mio parere.

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