Raf dal vivo a Napoli. La recensione di Fabio Fiume.

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Raf applauditissimo sold out ieri sera all'Augusteo di Napoli. Ce lo racconta Fabio Fiume.

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E’ stato a dir poco sorprendente il concerto che ha tenuto Raffaele Riefoli, in arte Raf, giovedì 17 novembre, presso la prestigiosa sede del Teatro Augusteo di Napoli; sorprendente si, perchè non capita tutti i giorni, di vedere un tempio della musica, fatto di poltroncine eleganti e frequentato da gente composta e tirata a lucido per l’occasione, trasformarsi in un palazzetto, in una festa di canti, balli e partecipazione a supporto di un divo del pop, che nulla ha del divismo in sè. 

E’ timido Raf, schivo, emozionato, bello ed in forma, ( come grida uno stormo di anatre sedute dietro di noi, che al massimo avrà la metà dei suoi 52 anni ) ma sono sufficienti appena due brani per sciogliersi ed iniziare a correre da una parte all’altra del palco, per catturare senza troppa difficoltà, l’attenzione di un pubblico ( 1500 paganti e tutto esaurito ) che canta ogni singola parola delle sue canzoni, anche quelle meno note, interne all’ultimo lavoro “Numeri”.

“Amo molto Napoli”, dice il cantante foggiano, nell’unico intervento parlato delle oltre due ore di concerto. “E’ una tappa difficile per chiunque, perchè questa città ha la musica nella sua storia, ma se ti ama, come mi sono sempre sentito amato io, allora ti facilita il compito, ti sostiene, canta tutto con te, facendoti sentire come in un abbraccio”.

Così, proponendo quasi tutto l’ultimo disco ( che ha avuto meno successo di quanto meritasse ), Raf inizia proprio col brano guida, “Un’emozione inaspettata”, e quasi vengono giù gli intonaci del teatro, tanta è la partecipazione, così come per la cantatissima “Mai del tutto”, che il cantante dovrebbe seriamente pensare di lanciare come nuovo singolo, visto il tripudio. Gli occhi timidi e sbalorditi dall’affetto vanno via solo per un minuto, quando Raf tira fuori dal suo repertorio un’acclamata “Self control”, che non ricanta quasi mai e che esegue con tanto di coreografia coadiuvato dalla sua affiatatissima band. Proprio la band rende magistrale un brano di oltre 10 anni fa, “La danza della pioggia”, con batteria e basso ( Cesare Chiodo, mica pizza e fichi ) che scordano la matrice pop, per approdare tra il trionfo delle intemperie proiettate sull’enorme led alle spalle, su un terreno britpop reso suggestivo anche da un assolo di chitarra epico. E concede due succulenti bis da 4 brani l’uno Raf; e come fare altrimenti, vista l’incitazione del pubblico? Ed è allora che il teatro diventa una sala party, con tutti sotto al palco ed il loro divo che non si sottrae, guarda il pubblico stupito, concede mani, sorrisi, raccoglie regali, ringrazia. E tutti cantano la bellissima “Oltre di noi”, il miglior brano dell’ultimo disco, manco fosse un conosciutissimo singolo passato da ogni radio, mentre è con l’esecuzione di “Infinito”, che Raf non ha nemmeno bisogno di cantare, è praticamente un karaoke con guest star. E se Raf dice di amare Napoli, ci pare quantomai evidente, dopo questo concerto, che la città ricambi, e con gli interessi!

(Fabio Fiume)

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