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Mango live all'Augusteo di Napoli. Ce lo racconta Fabio Fiume
Trentacinque anni di carriera, di cui trenta ( dopo i primi di gavetta ) vissuti ad altissimi livelli di popolarità, ben 17 album di inediti, più diverse raccolte, un live ed un album di cover; questo il bagaglio con cui sul palcoscenico dell'Augusteo si presenta Mango, il più famoso artista lucano, per la tappa partenopea del suo "La terra degli aquiloni tour". Ed è un concerto diverso da quelli che i fans napoletani han potuto vedere fino ad oggi, perchè Mango si propone in un'inedita veste acustica, voce ( la sua, meravigliosa ed intaccata nonostante dagli anni di carriera ), chitarre varie e suonate tutte dal fido Carlo De Bei, (ex leader dei Carlitos e da anni co-autore del nostro ) e Rocco Petruzzi alle tastiere e programmazioni ( che sembra, in alcuni momenti, di sentire davvero l'orchestra ), riuscendo a regalarsi molto al pubblico accorso abbastanza numeroso, chiacchierando, scherzando, e sviscerando aneddoti divertenti o curiosità intorno alla lavorazione dei brani.
Come quando racconta di come ha scoperto una bellissima canzone di Giorgio Gaber, "Chissà dove te ne vai", che ha sul groppone quasi 50 anni, ma che lui confessa non avere mai ascoltato, prima di essere invitato al consueto premio annuale in onore del cantautore scomparso. E l'interpretazione che ne da è davvero da brividi, compreso il finale giocato vocalizzi e chitarra. Mango propone così i suoi grandi successi in queste nuove vesti inedite, spaziando dall'acclamatissima "Lei verrà", al brano che lo rivelò "Oro", passando per "Come Monnalisa" in cui chiede al pubblico di non cantare, ma di ascoltare il cuore che lui intende donare con quella esecuzione, fino a "Nella mia città" vestita in chiave world. Spazio anche a quasi tutti i brani del suo ultimo album "La terra degli aquiloni", dove particolarmente acclamate risultano la title track, un brano di raffinata bellezza, "Il rifugio" della coppia storica dell'autorato italiano, Morra e Fabrizio, e "La sposa" con il testo di Pasquale Panella, che Mango rivela essere il seguito ideale di "Amore per te" del 1999 che fu firmata dallo stesso noto paroliere. Succulenti bis poi, con "Mediterraneo" e "Giulietta" a svettare tra le altre, per ben 3 ore di show. E forse, li sul palco, si riesce probabilmente a capire cosa sia per Mango "La terra degli aquiloni"; è musica, ma anche libertà, è gruppo e voglia di stare insieme, è passione, quella cantata, quella spiegata, quella che unisce. E guardando la gente unita sotto al palco, probablimente ha ragione.
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