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Fabio Fiume recensisce il concerto di Marco Mengoni a Napoli al Palapartenope
Tanta bravura concentrata in un ragazzone alto oltre un metro e ottanta, ma magrissimo, che quasi ti sembra spezzarsi mentre si contorce sul palco; quel palco che, solo dopo che lo si è visto esibirsi, ci si rende conto che è il suo habitat naturale. Questo è Marco Mengoni, poliedrico talento che dinanzi a circa 4000 persone, per la tappa campana del suo "Solo 2.0 tour", tenutasi al Palapartenope, ha dato prova di istrionicità, primeggiando nel canto, dove la sua estensione forse non ha pari tra i colleghi, ma anche nel ballo, divenendo parte integrante delle coreografie curate per l'occasione dal noto ballerino e coreografo Silvio Oddi, e nella recitazione dimostrata sia con delle preregistrazioni mimiche proiettate sui led, che in alcuni, carinissimi, momenti di colloquio con i fans. E Marco piace al pubblico ( prettamente ragazzine urlanti ), forse proprio per quella ambiguità che fa tanto star internazionale, con cui alterna senza difficoltà, movimenti pelvici da maschio latino, al ritmo delle sue canzoni, a quelli efebici, sinuosi e che ammiccano all'altra metà del cielo. Bello il palco, con finestre aperte nella scenografia, da cui compaiono mostri e fantasmi e giochi di luce curati, che sanno di musical horror made in London.
Marco è a suo agio per due ore di show, (più variopinto bis di cover in cui si spazia da "I can stand the rain" di Ann Peebles, ma più conosciuta nella versione di Tina Turner, a Moby, fino a "The rhythm of the night" di Corona, che altri non era che la nostra Jenny B ) cantando senza alcuna difficoltà le sue impervie canzoni e forse è li, l'unico tasto dolente; il repertorio al momento è ancora debole e conta di sole 6 hits, per due album più un ep, ed anche se le fans accalorate conoscono a sufficienza pure i brani minori dei suddetti lavori, chi non vive a pane e Mengoni propriamente, va in difficoltà nel sorbirsi troppe canzoni sconosciute in un unico momento. Con intelligenza Marco dissemina però le poche hits nella scaletta e strappa visibilio quando la sua "Stanco", viene introdotta sulle note di "I feel love" di Donna Summer o come quando riesegue "Psycho killer" dei Talking Heads che ne aveva già lustrato l'aura durante il vittorioso X Factor. Il tutto condito in una roboante festa rock; tutte, ma proprio tutte le tracce, compresa l'attesissima "Credimi ancora", vengono riarrangiate e proposte come se si fosse pronti per partecipare ad una nuova Woodstock. Solo le ballads "Tanto il resto cambia" e "In un giorno qualunque" vengono riproposte in original version, così come la finale "Solo", che noi si giudica veramente un gran pezzo, seppur poco apprezzato dalle radio, e che trova nella dimensione live coreografata un' eccezionale forza d'impatto. Difficilmente ad oggi si può pensare a Mengoni come un talento di passaggio; più facile, dopo averlo visto live, pensare che la sua forza crescerà ancora con l'arricchirsi del repertorio e magari con la collaborazione di qualche autore importante.
No no sicuramente non è un talento di passaggio. Il ragazzo ha talento, ma soprattutto ha cervello!
Credo proprio che sentiremo parlare di lui anche nel futuro e molto probabilmente risolverà anche i problemucci, che anche voi avete riscontrato in quest'articolo, legati al repertorio nel prossimo futuro :)
Meravigliosa recensione di Fiume...coglie nel segno! Marco è in continua evoluzione. L'ho visto a Firenze ed è davvero una forza della natura. Unica cosa , a Firenze le ragazzine urlanti erano pochissime e moltissime invece le persone adulte che riempivano la gradinata ...hihihi...quasi quasi qualche urletto in più ci sarebbe stato bene.
Bella recensione che sottolinea l' indiscutibile talento di Marco Mengoni.Seguo Marco dai suoi esordi ad x factor emi convince sempre di più: la sua voce è stupefacente , strepitosa, ricca di sfumature; ha una presenza scenica eccezionale che pochi hanno, carisma alle stelle. Penso peraltro sia molto cresciuto anche nei testi e crescerà perchè è intelligente, creativo,non banale , capace di intraprendere strade non facili e non così commerciali come molti pensano.è fenomenale , un talento vero che ci sorprenderà sempre più!
Questa recensione la trovo davvero stupenda!... ma NON perchè sono fan di marco mengoni!... ma semplicemente perchè è una recensione VERA... che giudica ma soprattutto da emozioni e sensazioni personali di chi l' ha fatta... e ... devo dirlo... ho molto apprezzato l' ultima frase:" Difficilmente ad oggi si può pensare a Mengoni come un talento di passaggio; più facile, dopo averlo visto live, pensare che la sua forza crescerà ancora con l'arricchirsi del repertorio e magari con la collaborazione di qualche autore importante "...
COMPLIMENTI DAVVERO!!
Io credo che sia già cresciuto anche a livello autoriale. I pezzi dell'ultimo disco possono tranquillamente reggere il confronto con certa roba che viene osannata in giro solo per la firma che porta. Canzoni come Solo, Dall'inferno, Searching e altre hanno le carte in regola, sono belle canzoni. Poi la voce e il carisma di Marco Mengoni le arricchiscono e le rendono meravigliose.
Se solo non fosse uscito da un talent ... sarebbe stato meglio considerato. E' marchiato e dovrà lavorare il doppio ma arriverà dove deve perché è il più grande.
Bravo Marco, i tuoi live sono strepitosi e non è vero che il tuo pubblico sia fatto solo di ragazzine urlanti. A Milano ho notato la presenza predominate di gente adulta. Le ragazzine erano pochissime.
Recensione obiettiva. Mengoni crescerà anche come autore. Garantito. Intanto come lui non c'è nessuno sul palco.
recensione: 10++
recensione 6--
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Ubaldo
La recensione ottima, il talento vocale credo che oggettivamente non possa essere messo in dubbio. Fiume in effetti ha fatto un'analisi da persona competente e soprattutto presente al concerto. Molti suoi colleghi anche illustri buttano giù recensioni senza essersi mossi dalla poltrona di casa. Ma chi li legge se ne accorge.
Anch'io a dire il vero la massa di ragazzine urlanti non l'ho sentita e poi le ragazzine urlanti c'erano anche ad un concerto della Nannini a cui sono stato tempo fa , devo dire che se in misura giusta e soprattuto quando non cantano ....ahahhaha sono anche utili a riscaldare l'ambiente .