La canzone italiana passata, futura e presente dentro e fuori Sanremo. Guida ai Festival di musica e canzoni italiane, concorsi e rassegne
Noemi, terza classificata a Sanremo 2012 con il brano Sono solo parole racconta a Vanity Fair gli attacchi di panico di cui a sofferto durante la settimana festivaliera.
«Di colpo, ho sentito come fermarsi il battito, sotto il seno. Mi mancava il respiro. Ho iniziato a vedere appannato, i rumori intorno sono scomparsi. Un sudore freddo. La paura di morire».
Noemi racconta così a Vanity Fair - che le dedica la copertina del numero in edicola il 22 febbraio - gli attacchi di panico di cui ha cominciato improvvisamente a soffrire domenica 12 febbraio, due giorni dall'inizio di Sanremo, quando era attesa all'Ariston per provare Sono solo parole, la canzone scritta da Fabrizio Moro per raccontare il momento in cui svanisce tutto, in un amore, fuorché l'amore. Alla fine è andata bene, un terzo posto, dietro Emma e Arisa. «Viste le premesse vale come una vittoria». Che cosa le è successo? «Troppo stress, devo avere avuto un crollo. Colpa forse di questo senso della passione che ho, per cui chiedo al mio corpo, e alla testa, di non staccare mai, di seguire tutto. Ci rido, ma è stato devastante». È così faticoso prepararsi al Festival? «È da Capodanno che non mi fermo. È stata una meravigliosa corsa da togliere il fiato. Infine a Sanremo, dove non puoi non pensare che in tre minuti ti stai giocando tutto». Che cosa si è sentita?«Ero in camera con mia sorella Arianna e Daniela, il mio ufficio stampa: "Ragazze, non mi batte più il cuore". Mi stendo a letto. Chiamiamo la guardia medica». Che le ha detto? «Non vorrà fare come Whitney Houston». Le hanno dato dei farmaci? «Il Valium, ma io le medicine finché posso le tengo lontane». Che cosa le stava accadendo, intanto? «Mi si era aperta - nel buio, perché faticavo a mettere a fuoco con gli occhi - una voragine, un timore definitivo, un senso di vuoto. Ero in una nuvola di ovatta, come scollata dalla realtà, leggera, sospesa. Hai un sentore di morte». Di che cosa ha avuto più paura? «Di non esserci più. Di diventare cieca. Di impazzire». E sul palco, come va? «Mi annunciano, entro in scena, ho la vista bassa, disturbata. Il trucco negli occhi mi offusca anche una lente a contatto. Parevo E.T., nella scena di "Telefono, casa". Nelle pagelle dei giornali leggo: "Noemi poteva dare di più". "Se sapeste", ho pensato. Mi veniva da ridere». Come si è curata? «Zuccheri. Banane, kiwi, frullati, albicocche secche. Piano piano è andata meglio. Dietro le quinte mi dicevo: "Stai bene, concentrati, la canzone è giusta, il modo di cantarla lo si trova"». Quando è tornata a divertirsi davvero? «La terza sera, quella dei duetti internazionali: anche se volevo l'autografo di Brian May e non sono riuscita». Sicura non c'entri col suo malore la dieta per Sanremo? «Era una dieta graduale, non stavo a stecchetto. Senza glutine, certo. Ma per il resto c'erano carne bianca, pesce, verdure. Tisane. E un giorno libero a settimana». Da quanto la faceva? «Da novembre». E perché? «Dopo il 2010, per i troppi impegni, ho smesso di fare sport. Prima nuotavo, correvo. Da golosa, ho iniziato a fare la fisarmonica. Ingrassavo, dimagrivo. Mi guardavo allo specchio e non mi sentivo bene per come mi vedevo». Quanto ha perso? «Quattro chili. Ma sono i centimetri quelli che contano. Ne ho tolti dieci solo sulla pancia. Che soddisfazione». Non le piace il suo corpo? «Ci ho fatto la pace. Non ho le tette di Emma, infatti da ragazzina mi compravo una pomata che prometteva miracoli. Adesso sono felice del mio seno, perché non calerà mai stile orecchie di cocker».
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alle 20:11
CarloCa
Tenendo conto di ciò che le è accaduto, la prima sera ha cantato fin bene, poverina. Stimo Noemi come artista, e, pur non conoscendola di persona, mi dà l'impressione di non essere stata cambiata dal successo: umile, coi piedi per terra, disponibile con tutti. Vai Noemi!!