Roberto Vecchioni oggi ad Orvieto per Festival d'Arte e Fede

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Il cantautore sarà alle 21,30 presso la Sala dei 400 del Palazzo del capitano del Popolo con il giornalista/scrittore Alessandro Zaccuri per parlare del tema "Buoni Maestri, buona vita".

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Questa sera al Palazzo del Capitano del Popolo (sala dei Quattrocento) Roberto Vecchioni è ospite d’eccezione  della settima edizione del Festival Internazionale d’Arte e Fede.

Il notissimo cantautore e scrittore, vincitore del festival di Sanremo 2011, affronterà con il giornalista di Avvenire Alessandro Zaccuri  il tema “Buoni Maestri, buona vita” che è anche il titolo dell’edizione in corso di questo festival che ogni anno prevede due settimane all’insegna di arte, religione e cultura ed è organizzato e promosso dall’Associazione Culturale Iubilarte, in stretta collaborazione con la Diocesi di Orvieto-Todi, con il Comune di Orvieto e l’Università di Gordon College, con il sostegno dell’Opera del Duomo di Orvieto, della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e dell’Associazione Amici del Cuore-Città Cardioprotetta, con il patrocinio della Provincia di Terni e della Regione dell’Umbria.

L’appuntamento è per le 21.30 e l’ingresso è libero.

Roberto Vecchioni, sposato con quattro figli, ha insegnato in vari licei classici di Milano e di Brescia ed è stato docente universitario presso svariati istituti italiani e stranieri. Cantautore, allo stesso tempo, nel 1971 si propone come interprete delle sue canzoni con la famosissima Luci a San Siro.
Nel 1977 conquista il pubblico con Samarcanda. Prosegue poi la sua fortunata carriera con più di venti album e titoli impressi nella storia musicale italiana, da “Voglio una donna”, fino alla recentissima “Chiamami ancora amore”.
Tutta la sua quarantennale carriera è raccolta in “I colori del buio”. Vecchioni è poeta e scrittore, autore di libri e saggi e collabora per i massimi giornali italiani.
Pennellate cristiane, preghiere laiche, brani intensi, sono gli ultimi pezzi di Vecchioni, che riflettono l’intensità di un nuovo percorso: “per favore, non chiamarlo conversione. Non mi piace. Diciamo che rispecchia il mio stadio di apprezzamento del disegno di Dio. […] quando sono davanti a un uomo, sono davanti all’umanità. Con i suoi sbagli, le sue colpe, i suoi limiti, ma soprattutto la sua umanità. Soltanto un genio come Dio poteva creare una cosa così grande come l’umanità. L’ho capito tardi, ma l’ho capito. Quando sento una vera novità, che di solito arriva dai giovani, io sento la presenza di Dio”.

Il Professore non nasconde la difficoltà della società attuale ad avere punti di riferimento, “i ragazzi di oggi non hanno maestri, non hanno esempi” ed invita a volgere lo sguardo verso Gesù, come maestro, come colui che testimonia l’amore gratuito.
Alessandro Zaccuri - Giornalista, scrittore e conduttore televisivo, lavora nella redazione culturale del quotidiano “Avvenire”. Ha pubblicato molti libri e saggi tra cui: Il futuro a vapore: l’Ottocento in cui viviamo (Medusa, 2004), il reportage narrativo Milano, la città di nessuno (L’Ancora del Mediterraneo, 2003). Con il romanzo Il signor figlio (Mondadori, 2007) è stato tra i finalisti del premio Campiello. Nel 2008 ha pubblicato il romanzo intitolato Infinita notte (Mondadori), a cui è seguito il saggio In terra sconsacrata e l’ultimo lavoro Dopo il miracolo (Mondadori, 2012).

Il programma è disponibile sul sito: www.festivalartefede.it

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