Umbria Folk Festival 2012: oggi è il giorno di Gai Saber e dell'Occitania

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Ambrogio Sparagna con Francesco De Gregori e Maria Nazionale hanno regalato alla manifestazione umbra una notte da incorniciare nell'album dei grandi momenti. Oggi chiusura con Gai Saber e le tradizioni occitane in diretta su Isoradio

 

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Una serata indescrivibile per magia, calore e qualità musicale, quella vissuta ieri sera in Piazza del Popolo dal pubblico di Umbria Folk Festival.

Ambrogio Sparagna con Francesco De Gregori e Maria Nazionale hanno regalato alla manifestazione umbra una notte da incorniciare nell’album dei grandi momenti. Piazza gremita ed entusiasta per i tre personaggi che con l’Orchestra Popolare italiana hanno navigato per oltre due ore lungo una rotta poetica tracciata  tra le canzoni della tradizione e alcuni tra i brani più intensi di De Gregori. 

 

Ad inaugurare la serata musicale erano stati i Koralira in gara per il Contest Umbria Mei Folk sul palco di Largo San Leonardo, dal quale lo stesso Giordano Sangiorgi, patron del Mei è intervenuto ricordando finalità e meccanismo del concorso e le affinità che hanno portato al connubio tra il Meeting delle etichette indipendenti, Isoradio e la rassegna di Umbria Folk Festival. 

Sul main stage l’apertura era affidata all’Orchestra Giovanile di Musica Popolare di Umbria Folk Festival, ensemble di giovanissimi e talentuosi musicisti e cantanti diretti da Ambrogio Sparagna, con la partecipazione della grande folk singer umbra Lucilla Galeazzi che ha magistralmente eseguito “La Rondinella”. 

Oggi domenica 26 agosto giornata di chiusura per Umbria Folk Festival, Orvieto ospita un evento unico: una giornata dedicata alla musica, alla cultura e alla gastronomia occitana. 

Si parte, per questo viaggio attraverso la cultura occitana, alle 9 in Piazza del Popolo, Chiesa di San Carlo, con VIAGGIO IN OCCITANIA…UN FUTURO CHE VIENE DA LONTANOworkshop e tavola rotonda a cura di Aldo Papa, direttore di Isoradio. Partecipano Alex Rapa, Maurizio Giraudo ed i musicisti del gruppo Gai Saber, Fredo Valla, (documentarista, narratore e regista), Rosella Pellerino (studiosa di lingua e cultura occitana), Stefano Martini (Comunità Montana Valle Stura e Responsabile Ecomuseo della Pastorizia), Ines Cavalcanti (responsabile “La Chambra d’Oc”), Lucia Gismondi, (Vicepresidente Associazione Umbria Folk Festival). Diretta su ISORADIO

Alle 13 FOLKDOC, Degustazioni con la musica dei “Cogli la prima mela”

Alle ore 17 Piazza del Popolo, WORKSHOP DANZE OCCITANE a cura di Beatrice Pignolo.

Alle ore 20 in Piazza del Popolo FOLKCENA OCCITANA (Per info e prenotazioni 338.6671201 info@cramst.it).  

Sempre alle ore 20 ultimo appuntamento con i gruppi folk emergenti dell’Umbria Mei Folk, sul palco Largo San Leonardo i KACHUPA.  

Alle 21,00 grande chiusura di Umbria Folk Festival: sul palco centrale di Piazza del Popolo, in diretta su ISORADIO, il Gruppo Danza Escarton diretto da Beatrice Pignolo e, a seguire, il concerto dei GAI SABER. I Gai Saber nascono nel 1992 e la loro ricerca inizia dalla  musica colta dei trovatori medievali di lingua occitana. Se da un lato i Gai Saber si ispirano al significato profondo della poetica trobadorica, a principi quali convivenza, tolleranza,  paratge (pari opportunità), largueza (generosità), musicalmente cercano tutto ciò che di variegato ed attuale è ancora presente nelle linee melodiche trobadoriche: i tratti riferibili alla musica araba, i legami con la musica popolare, i riferimenti alla musica sacra gregoriana.  Dalla presa di coscienza di questa varietà di significati e di influenze musicali  nasce l’ idea di fare una mescolanza con i suoni di oggi, sfruttando le possibilità espressive e la varietà dei suoni sintetici insieme alle caratteristiche timbriche dello strumento tradizionale occitano (ghironda ed organetto diatonico in primis).  Con lo stesso spirito vengono affrontate le melodie più tipicamente popolari e le musiche di nuova composizione, mirando ad una fusione fra generi musicali diversi (folk, rock, musica latina ed elettronica) ed  ad una sonorità sospesa fra tradizione e modernità. 

Rai Isoradio, oltre a mandare in diretta nazionale sui 103.3 il concerto (ore 21-24), coprirà l’intero evento con un programma no-stop, sempre in diretta. Dalle 9 alle 12 si parlerà di musica occitana e, dalle 16 alle 19, di arte, cultura e territorio delle vallate piemontesi.  

L’Occitania non è uno stato né una regione, ma una area,compresa geograficamente tra le Alpi, i Pirenei, il Mediterraneo e l’Atlantico Francese contraddistinta da una lingua comune.

Una linea ideale unisce Bordeaux a Briançon,passa sopra Limoges, Clermont-Ferrand e Valence, attraversa le Alpi e abbraccia una dozzina di valli sul versante italiano, si allunga sulla costa Mediterranea da Mentone sino alla Catalogna e entra appena nello stato spagnolo con la VaI d’Aran, correndo sui Pirenei, tocca i Paesi Baschi e si tuffa nell’Oceano Atlantico. 

Le regioni dell’Occitania sono sette: la Guascogna, con capoluogo Bordeaux, Bordeu, comprende anche la VaI d’Aran spagnola;la Linguadoca ha per capoluogo Montpellier, Montpelhièr;la Guiana Albi, Albi;il Limosino Limoges. Lemòtges;l’Alvernia Clermont-Ferrand, Clarmont,capoluogo della Provenza è Aix-de-Provence, Ais;mentre quello del Delfinato, che comprende anche le valli italiane, è Valence, VaIença.Le valli occitane d’Italia si estendono sulle tre province di Imperia, Cuneo e Torino, e sono ufficialmente dodici. Appartengono alla provincia ligure solo Olivetta San Michele e parte del territorio di Triora e per effetto di un’antica migrazione, Guardia Piemontese in Calabria popolata fra XIV e XV secolo da valdesi del Brianzonese e delle valli Varaita e Pellice chiamati da feudatari locali per mettere a coltura terre abbandonate.; quattro sono le valli torinesi, mentre le altre sono comprese nella provincia di Cuneo.L’Occitania non è uno stato ma l’Occitano è una lingua.La lingua d’oc si è formata dalle parlate locali Iberiche e Celto - Liguri latinizzate dalla conquista romana, e successivamente influenzate dalla presenza Visigota al sud-ovest e Burgunda altrove.Nel XV.sec. Dante Alighieri tentò una classificazione tra le numerose lingue romanze ed utilizzò quale criterio distintivo la particella che indicava l’affermazione: determinò così tre idiomi, la lingua del sì, l’italiano, la lingua dell’oil, oiltano o francese, e la lingua d’òc, l’occitano. Oc deriva infatti dal latino hoc est, è questo, è così; il termine Occitania passò così ad indicare l’insieme delle regioni in cui si parlava la lingua d’òc. L’Occitano ha delle varianti locali e tra queste il Vivarese o Occitano alpino, di cui fanno parte le parlate delle valli occitane d’Italia.

 

INGRESSO LIBERO

 

Su La 7 e La7d, media partner di Umbria Folk Festival, oggi andrà in onda il secondo degli speciali, condotti da Pino Strabioli e Sara Sartini, dedicati alla manifestazione: La7d ore 18.10  - La7 seconda serata ore 1.10

 


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