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Fausto Cerulli,   poeta ed avvocato orvietano, vincitore del Premio De Andrè 2009 - Sezione Poesia , recensisce  'La rosa e l'ortica' di Alessandra Carnevali sui maggiori magazine on line di Orvieto.  Ecco cosa scrive:


"Mi trovo a recensire ancora una volta un'opera letteraria di Alessandra Carnevali, dopo aver parlato di un suo piccolo libro di poesie che avrebbe meritato maggiore attenzione, se non altro in questa città che si entusiasma per la Tamaro, benedetta da Dio, e per Rosa Matteucci, che almeno con Dio non ha molta confidenza. Questa volta Alessandra si è addentrata nella narrativa gialla, si è vestita da donna commissario, ed ha risolto una vicenda con tre morti ammazzati. Un giallo è un giallo, e dunque non vi dico come finisce. Ma voglio dirvi come si svolge, in quale atmosfera, con quale finezza di ironia. Adalgisa è il commissario protagonista, e già il nome ti butta là un pizzico di sarcasmo volontariamente involontario. L'Adalgisa, dunque, dopo una esperienza nella Napoli di camorra, vista in un passaggio sottile e delicato, quasi come un incidente di percorso per Napoli e per l'Adalgisa, decide di tornare al suo paese natio. Lo fa con sofferenza, le pesa incontrare la solita gente, e quasi spira in questo l'aria snob della Matteucci, che non riesce a scrollarsi il blasone, e prova un leggero disprezzo per i villani ( e penso alla "Vendetta del Villano" di PierLuigi Leoni). Ma Alessandra ci mette un guizzo della sua micidiale ironia; si pensi alle pagine dedicate al mercato dell'usato, alla minuziosa descrizione delle donne che si accapigliano intorno alle bancarelle, ed è tutto un gioco di mercato, tra il medievale e il futurista. Una pennellata da artista; e mi ritorna in mente un certo Gadda, e se ci penso bene anche quel nome, Adalgisa, ha un sapore gaddiano. La commissaria si muove tra cadaveri in crescita numerica, partendo da un suicidio non suicidio. Ma ti dà l'impressione che di quei morti ammazzati non se ne curi troppo: ovviamente è pagata per cercare l'assassino o l' assassina o gli assassini, ma la scrittrice ha altro per la penna. Provate a leggere la descrizione del ritrovamento della donna che si è suicidata e poi no; un foro nella fronte, ma quello che ti attira è la descrizione minuziosa dell'abbigliamento della morta: e ci senti una ironia feroce in quell'indugiare sui colori dei vestiti, ben accostati, e della borsetta e delle scarpe. Il cadavere è un oggetto qualsiasi, quello che conta è come sta vestito: Alessandra non prende sul serio la morte, si mette nei panni dell'Adalgisa, commissaria che magari vorrebbe essere una modella in passerella. Ad Alessandra interessano i personaggi di contorno, descritti con meticolosa minuzia, del genere che da una piega del viso capisci l'anima. E poi quella irresistibile apparizione che è la poliziotta Monica Bellucci, che per via di quel nome viene perseguitata dai curiosi; e lei che sa che non la vedrà mai, come fosse Babbo Natale: anzi no, anzi la poliziotta ha visto veramente Babbo Natale o chi per lui. E vi consiglio di leggere attentamente l'episodio, con la ragazza che scastagna le castagne e sbircia dalla finestra: un bozzetto tenerissimo e crudele, una passata di prosa con la P maiuscola. Un giallo senza giallo, nonostante i morti e il finale a sorpresa: quello che conta è l'atmosfera disincantata, l'attenzione alle atmosfere del paesetto, ché i morti ammazzati ci stanno per pretesto. La leggerezza con cui Alessandra affronta un genere letterario senza volersi veramente confrontare con esso, la dice lunga sulle intenzioni vere della scrittrice; che vuole divertirsi e divertire, che inciampa quasi nei cadaveri come in sassi scagliati da una sorte distratta e che gioca a giocare. In genere, di un libro giallo, si dice che lo si legge di un fiato. Insisto a dire che il giallo di Alessandra Carnevali, proprio per essere insieme un giallo e una caricatura di un giallo e una caricatura di una caricatura, diventa una sorta di apologo, quasi uno sberleffo alla Sciascia. Si legge di un fiato, ma dopo si rilegge, e dopo ci si ripensa, e dopo ancora puoi dargli mille sensi e mille nonsensi. Un gioco di massacri, ma non un gioco al massacro. Il titolo dice tutto: la rosa e l'ortica; dove nella rosa io leggo la leggerezza e la maestria, e nell'ortica la voglia di pungere, ma senza fare male.

A lettura finita ti resta nella bocca della mente un retrogusto amarognolo. L'Adalgisa ritrova il suo moroso, il colpevole trova la giusta o ingiusta punizione. E noi abbiamo trovato un libro scritto a più strati, come una rosa da sfogliare, o un'ortica da toccare leggermente, quasi a carezzarla per non esserne punti. Ho citato Gadda, ed ho citato Sciascia: ma sotto sotto o sopra sopra avrei dovuto citare anche Federico Tozzi, il più grande e più sconosciuto narratore italiano del secolo scorso. Ho fatto il mio dovere di recensore, avrei voluto fare magari anche il censore, e non avrebbe stonato, in un racconto anche di corna di paese. Ma in realtà ho fatto soltanto il mio piacere, di aver letto "La Rosa e l'ortica", e di averne scritto come si scrive di una questione seria di famiglia. Non credo che Alessandra, con il suo giallo, venderà molte copie al prossimo festival dell'horror orvietano. Credo che meriti premio migliore, e di grana più fina."
 
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Il libro è in vendita on line su ILMIOLIBRO.IT


Sanremo_1951-2010.PaniniPublishing.jpg

 
Sapevate che quest’anno a Sanremo ci saranno in gara ben otto vincitori di precedenti edizioni del Festival o della sezione giovani? Oppure che Toto Cutugno parteciperà per la quindicesima volta al Festival, raggiungendo il record di Milva e Peppino di Capri? O anche che la canzone di Noemi ha lo stesso titolo di un motivo di Jula De Palma e Wilma De Angelis presentato al Festival nel 1959? O infine che quest’anno Valerio Scanu e Jessica Brando batteranno tutti i record dei più giovani partecipanti al Festival?
Tutto questo e molto altro è raccontato in “Sanremo 1951-2010. 60 anni di Festival della Canzone Italiana”, una vera e propria “bibbia” della più famosa kermesse canora italiana, firmata dallo storico e ricercatore Eddy Anselmi, pubblicata da Panini.

I numeri di “Sanremo 1951-2010” sono impressionanti: 300 pagine con circa 350 foto raccontano 60 edizioni del Festival, per un totale di 225 serate, 1.750 canzoni, oltre 1.000 artisti e non meno di 60 presentatori e vallette.

Il volume, tutto a colori e di grande formato (18x28 cm), è appena uscito in edicola e in libreria al prezzo di 9,90 euro. L’opera accompagna il lettore attraverso la cronaca, gli aneddoti, i personaggi e le canzoni che hanno segnato i 60 anni la storia dello spettacolo musicale più popolare in Italia, dalla prima edizione del lontano 1951 vinta da Nilla Pizzi, fino al trionfo di Marco Carta nel 2009 e anche con una ampia carrellata sui concorrenti e sulla formula del Sanremo 2010 di Antonella Clerici. Non mancano inoltre classifiche, statistiche, curiosità, particolari inediti e foto speciali.
“E’ un vero album di famiglia”, spiega l’autore Eddy Anselmi, grande storico e appassionato del Festival di Sanremo, che anche quest’anno non mancherà di essere presente nella Città dei Fiori. “Tutti gli anni, il Festival regala agli italiani una sorta di sapore unico e irripetibile di quella particolare stagione. Dunque, leggendo la storia di questa famosa manifestazione canora, che si ripete da ben sessanta anni, ognuno può rivivere i suoi ricordi personali e anche scoprire quelli delle generazioni che lo hanno preceduto”.

L’uscita del volume “Sanremo 1951-2010” è stata anche accompagnata dal lancio del sito web ufficiale
www.almanaccodelfestival.it che contiene una presentazione complessiva dell’opera e un gran numero di notizie, dati e curiosità. 

Eddy Anselmi, è già autore di Festival di Sanremo - Almanacco Illustrato della Canzone Italiana 

EDDY ANSELMI IN QUESTI GIORNI FA ANCHE PARTE DELLA GIURIA DI QUALITA' DEL RI/GENERAZIONE VIDEO CONTEST

Alberto%20Fortis.jpg Martedì 2 febbraio al Teatro Michelangelo di Modena si terrà un evento del tutto eccezionale: il concerto del bravissimo Alberto Fortis .

Alberto Fortis, che nella sua carriera ha ottenuto un disco di platino, due dischi d’oro e ha superato il milione e mezzo di copie vendute con successi quali "Settembre", "Milano e Vincenzo", "Fragole Infinite", "A Voi Romani", "Il Duomo di Notte" e "La Sedia di Lillà", darà vita, in esclusiva per la provincia di Modena, al Teatro Michelangelo, ad un concerto nel corso del quale ripercorrerà tutti i suoi successi.

Alberto Fortis ha appena pubblicato un libro, per Aliberti Editore, dal titolo "AL Che fine ha fatto Yude?", la sua autobiografia, che si preannuncia un successo letterario.
Il libro sarà presentato a Modena mercoledì 3 febbraio alle ore 18.00 al Circolo degli Artisti di Via Castel Maraldo.

Il concerto del 2 febbraio al Teatro Michelangelo sarà aperto dalla cantante Selene Lungarella , in uno stralcio dello spettacolo "Se stasera canto qui", accompagnata al pianoforte da Giovanni Bataloni. 30 minuti di viaggio attorno alla musica leggera italiana, nel corso del quale la promettente Artista rivisita brani del panorama musicale.

Recentemente è nata una interessante collaborazione tra Alberto Fortis e Selene Lungarella, di cui presto saranno annunciati gli sviluppi.

Sul palco, con Alberto Fortis, ci sarà anche il D.J. Danijay che aggiungerà considerevole spettacolarità alla performance del cantautore.

Ingresso €. 18,00
Prevendita Biglietti :
Teatro Michelangelo, Via Giardini, 257 - Modena, tel. 059. 343662.
E' possibile l'acquisto dei biglietti anche attraverso il Circuito Viva Ticket.
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 NOI

Martedì 9 febbraio 2010,

Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica

V.le Pietro De Coubertin 30, Roma

Inizio concerto ore 21.00

Prezzo del biglietto: 10,00 euro

Martedì 9 Febbraio 2010 l’Auditorium di Roma ospiterà il concerto di presentazione dell’album NOI, colonna sonora jazz dell’omonimo romanzo di Walter Veltroni.

Stefano Di Battista, Roberto Gatto, Danilo Rea e Dario Rosciglione eseguiranno dal vivo i brani contenuti nel disco: tra questi, alcune cover di grandi successi del passato citati nel romanzo e riletti in chiave jazz (Parlami d’amore Mariù, Città vuota, Video Killed the Radio Star e Father and Son), oltre a un inedito intitolato 2025 ispirato all’ultimo capitolo del libro.

Il disco, nato da un’idea dello stesso Veltroni insieme a Raffaele Ranucci e prodotto da Alice Records, ricalca l’impronta del romanzo ripercorrendo diversi momenti storici che hanno segnato la storia del nostro paese.


Per info sui punti vendita e acquisto dei biglietti: www.auditorium.com
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 NOI

Martedì 9 febbraio 2010,

Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica

V.le Pietro De Coubertin 30, Roma

Inizio concerto ore 21.00

Prezzo del biglietto: 10,00 euro

Martedì 9 Febbraio 2010 l’Auditorium di Roma ospiterà il concerto di presentazione dell’album NOI, colonna sonora jazz dell’omonimo romanzo di Walter Veltroni.

Stefano Di Battista, Roberto Gatto, Danilo Rea e Dario Rosciglione eseguiranno dal vivo i brani contenuti nel disco: tra questi, alcune cover di grandi successi del passato citati nel romanzo e riletti in chiave jazz (Parlami d’amore Mariù, Città vuota, Video Killed the Radio Star e Father and Son), oltre a un inedito intitolato 2025 ispirato all’ultimo capitolo del libro.

Il disco, nato da un’idea dello stesso Veltroni insieme a Raffaele Ranucci e prodotto da Alice Records, ricalca l’impronta del romanzo ripercorrendo diversi momenti storici che hanno segnato la storia del nostro paese.


Per info sui punti vendita e acquisto dei biglietti: www.auditorium.com
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